Vendola vs Web

Di Pietro Torri, il - # - Replica

VendolaLa neo paternità di Nichi Vendola ha scatenato il Web. Ci sono stati,come prevedibile, commenti positivi ed anche una valanga di commenti assolutamente negativi, tra cui alcuni molto violenti. Può forse scandalizzare ma non dobbiamo dimenticare che in realtà “la rete”, e soprattutto i social, non sono altro che la versione moderna del “bar sport” dove chiunque dice la sua, come se fosse davanti una tazzina di caffè, e quindi la rete non può fare altro che riprodurre fedelmente il bene e il male di qualsiasi società umana.

Dispiace che il signor Vendola si sia sentito offeso dai commenti della rete ma Nichi Vendola non è un privato cittadino, è un uomo pubblico, un politico che ha fatto del matrimonio gay una delle sue bandiere e, inoltre, se ha potuto pagare una cifra esorbitante per comprare l’utero di una donna americana lo deve molto probabilmente anche agli stipendi e alla pensione avuti in quanto onorevole e Presidente di regione. Ad essere semplicistici si potrebbe dire che con i nostri soldi Nichi Vendola è diventato ricco e, sempre grazie ai nostri soldi, ha soddisfatto suo desiderio di paternità. Desiderio che per una coppia gay di operai metalmeccanici rimarrà sempre una chimera irraggiungibile da soddisfare.

Quanto al fatto che secondo i difensori dell’utero in affitto non ci si possa permettere di chiamare questa operazione l’acquisto di un bambino, perché in questo caso si andrebbe a toccare i sentimenti delle persone, vorremmo fare una piccola precisazione. Qualsiasi tipo di prestazione venga retribuita in denaro è comunque una transazione economica. Il datore di lavoro compra il tempo del proprio dipendente che lavora per lui, se acquisto un disco o vado a un concerto pago, e quindi compro, l’ispirazione artistica del cantante in questione.

L’utero in affitto potrebbe avere una aurea di afflato amorevole verso il prossimo solo se venisse fatto pro bono, come avviene in Canada. Quando invece quella che viene chiamata, con un termine orribile, madre surrogata viene retribuita, ed anche in maniera piuttosto cospicua, ci troviamo di fronte ad un acquisto né più e nemmeno. Invece di affittare un magazzino dove deposito le mie merci affitto un utero dove deposito, nel caso in questione, il seme del mio partner ed un ovulo acquistato da un’altra persona. Possiamo infiocchettare l’operazione con tutti i buoni sentimenti del mondo ma sempre di uno scambio commerciale si tratta.

Che poi questo posso offendere i futuri papà, o le future mamme, ce ne dispiace ma non è che raccontandoci le favole della buonanotte possiamo cambiare la sostanza di quanto avviene in giro per il mondo.

Fa un po’ tenerezza la frase di Vendola che dice “La madre del mio bambino farà sempre parte della nostra famiglia” perché dicendo questo dimentica, volutamente, la transazione economica che c’è stata.

E poi piantiamola con questa storia che i figli delle coppie omosessuali entrano in famiglie “piene d’amore”. Cos’è? Le coppie omosessuali non litigano? Le coppie omosessuali non si separano? In qualche coppia omosessuale non c’è magari qualcuno che picchia i figli? Le coppie omosessuali devono essere per forza essere meglio delle coppie eterosessuali a prescindere, come direbbe Totò? Abbiamo stabilito una volta per tutte, e grazie al Cielo, che gli omosessuali sono esattamente, né più né meno, come gli eterosessuali. E quindi vorreste spiegarci, di grazia, da dove nasce questa loro supposta superiorità morale? Questo stato di grazia per cui le coppie gay vivono in una favola disneyana mentre quelle eterosessuali sono la sentina di tutti vizi del mondo?

Perché, a vederla così, sembra proprio che gli omosessuali, che hanno lottato per generazioni contro i luoghi comuni, siano loro stessi i propugnatori di un luogo comune creato apposta per i loro interessi.

Qui il discrimine non sono le coppie omosessuali ma l’utero in affitto in sè. Perché se oggi facciamo passare il concetto che è lecito comprare un bambino, forse domani diventerà lecito farselo clonare per avere le caratteristiche fisiche che più ci aggradano, e da qui a Mengele il passo è breve.

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