Vi dico io chi è il Maresciallo Prisciano

Di Silvia Cirocchi, il - # - Replica

10647171_364077070453371_7788170646015431908_n (1)In queste ore sui social network si sente solo parlare di lui: il Maresciallo Riccardo Prisciano.
Ma chi è quest’Uomo? Ve lo diciamo noi di Qelsi, visto che ha scritto interessanti articoli per il nostro quotidiano (e fummo anche tra i primi ad intervistarlo per le sue posizioni sull’Islam) fino a quando la censura dei “taglialingua” gli ha tappato la bocca.

Riccardo Prisciano non è un “semplice” Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri; onore alla categoria, ma intendo dire che, nella sua vita, Riccardo è anche tante altre cose.
Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università di Roma Tor Vergata, da sempre impegnato culturalmente ed artisticamente, ha pubblicato la raccolta di poesie “Insonnia” ed il poema biblico “L’Arcangelo crociato”, Riccardo è in primis un uomo che ha sempre combattuto per tutto nella sua vita; odia il compromesso e l’ipocrisia perbenista: per lui esiste solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, “vie di mezzo” non possono esistere.
Non per questo però è un troglodita, anzi, basta leggere i suoi articoli per saggiarne la preparazione culturale, giuridica e filosofica.

Riccardo è uomo d’azione; azione che si estrinseca attraverso la penna, la parola ed i fatti … e per questo è stato punito e trasferito in Sardegna a ben 800 km dalla propria figlioletta (la quale già viveva in una situazione molto difficile, come sa chi davvero conosce Riccardo personalmente).

Il Maresciallo Prisciano aveva argomentato le proprie tesi giuridiche circa l’incostituzionalità dell’Islam e circa l’impossibilità di credere nell’esistenza di un islam moderato, nonché aveva espresso su facebook la propria contrarietà circa le unioni omosessuali e le adozioni gay. Il tutto libero dal servizio e mai qualificandosi come carabiniere, ovviamente!
Ebbene, in uno “pseudo-processo di Norimberga”, nonostante l’assenza del Prisciano e del di questi difensore, il Maresciallo veniva condannato a 7 giorni di consegna di rigore e trasferito.

Non è finita: i nuovi Comandanti (della Sardegna) instaurano un ennesimo procedimento disciplinare nei confronti del Maresciallo Prisciano per condotte successive al 06 agosto 2015 (data del processo-condanna fiorentino) sempre per “islamofobia, xenofobia, omofobia, violazioni dei doveri attinenti al grado ed al giuramento prestato e per aver inficiato l’apoliticità della Forza Armata”.
Quest’ultimo procedimento disciplinare è ancora più assurdo del primo: si contesta all’ispettore il fatto di aver scritto, sempre libero dal servizio, articoli per il nostro quotidiano, in cui si parlava di aborto, teoria gender, immigrazione e sovranità statale; sono stati addirittura allegati stati facebook del Maresciallo Prisciano ritraenti il Patriota cecoslovacco Jan Palach ed anche frasi del filosofo Ernst Junger.
Addirittura, si contesta il prossimo libro del Maresciallo Prisciano –lo si contesta prima della pubblicazione, prima di leggerlo quindi. Il Mar. Prisciano pubblicherà a breve un saggio giuridico, la cui presentazione è stata curata non a caso da Magdi Cristiano Allam. Il titolo del libro è “Nazislamismo” e l’editore è Solfanelli. Come si evince dagli atti, gli Ufficiali dell’Arma scrivono che “benché si tratti di un saggio giuridico, scaturito dalla stessa tesi di Laurea in Scienze Giuridiche del Mar. Prisciano, non è opportuno che si parli in tali termini dell’Islam

Sarà un caso che tutta la storia gira attorno alla Toscana, ed a Firenze in particolare?
A noi non sembra un caso, visto che il Maresciallo Prisciano in entrambi i processi di Norimberga si è visto accusare “di aver leso e vilipeso l’immagine del Presidente del Consiglio dei Ministri (RENZUCCIO), del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Interno e della Presidenta Boldrini.

Silvia Cirocchi per Blitz Quotidiano

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