Al via la prima edizione di Invictus, la tre giorni di Gioventù Identitaria

Al via domani a Contigliano (Rieti) la prima edizione di Invictus, manifestazione del movimento giovanile Gioventù Identitaria che fa riferimento al Movimento Nazionale di Alemanno e Storace. Parliamo della tre giorni con Brian Carelli, segretario nazionale di GI.

Brian cos’è Invictus?
Invictus è il primo campo militante di Gioventù Identitaria che a pochi mesi dalla nascita ha deciso di aprire la sua prima stagione politica ripartendo da tre concetti fondamentali la comunità, la militanza e l’identità. Sarà una tre giorni ricca d’interventi non solo dei nostri militanti, ma anche di personalità di rilievo. E’ un momento di confronto non solo sui temi che caratterizzeranno la stagione politica, ma per noi che siamo un movimento nato da poco tempo sarà un momento di profonda riflessione su quello che Gioventù Identitaria deve rappresentare oggi in termini politici, ma anche il modello antropologico che GI vuole rappresentare e ovviamente non mancheranno momenti goliardici.

Cosa c’è di diverso rispetto agli altri campi di movimenti giovanili di destra?
Che non puntiamo al numero, non è un modo per mostrare i muscoli a nessuno. E’ un modo per confrontarci tra noi e con il mondo che ci circonda. Invictus non è il campo di alcuni, ma il campo di tutti, non ha il bollino di un partito. Invictus è il campo degli identitari, di tutti i giovani identitari, da quelli che votano Lega passando per quelli che votano Fratelli d’Italia arrivando agli elettori del Mns e agli astenuti. Non importa per chi voti e se voti, costruire la rete che vada oltre il recinto delle varie sigle è fondamentale.

Quale messaggio volete dare ai ragazzi presenti?
Che questa generazione può dare tanto all’Italia se comprende che oggi più che mai siamo in guerra e in guerra servono soldati pronti a combattere. Astenersi dalla battaglia significa essere complici dei nostri carnefici.
La mia generazione deve prendere coscienza del fatto che bisogna difendere la propria terra dall’attacco mondialista perpetrato dalla grande finanza internazionale, in questo alleata con le sinistre, per la cancellazione di ogni genere d’identità al fine di creare “il mondo degli uguali” fatto da persone che non hanno più alcun legame tra loro, la massa piegata al volere di pochi potenti. Il messaggio può sembrare elaborato, ma è abbastanza semplice: pochi super ricchi vogliono il controllo del mondo per fare questo vanno distrutte le identità e cancellato ogni tipo di legame comunitario quindi la difesa dell’identità e della comunità devono essere assoluta priorità. Non a caso i tre temi centrali del campo sono il tema dell’Europa, il tema dell’immigrazione e la difesa dell’identità contro il globalismo.

La destra esiste ancora in Italia?
Esiste sicuramente ancora nel tessuto sociale un certo sentirsi di destra, bisogna capire se esisterà nell’Italia di domani e quanto possa essere utile dividere l’Italia in queste categorie.

Riuscite ad immaginare una destra unita nel futuro?
Se i vertici dei vari movimenti non capiscono questo l’Italia è spacciata e onestamente sarebbero poco credibili qualsiasi progetto mettano in campo. L’obiettivo è salvare l’Italia, per farlo bisogna vincere e per vincere bisogna fare meno capricci ed includere tutte le energie possibili a patto che non si scenda a compromessi sul programma.

A chi dovrebbero ispirarsi questi giovani?
Ai giovani che hanno combattuto per questa terra e penso ai ragazzi che sono morti combattendo al Piave, a quelli di appena 16 anni che difesero una certa visione del mondo pur consapevoli che il nemico era alle porta e sarebbero morti entro pochi giorni eppure sono rimasti li a combattere. I modelli a cui ispirarsi sono gli uomini e le donne che ci ha raccontato Omero nelle sue opere.

Nell’ultima giornata gli interventi di Alemanno e Storace, ma anche quello del sindaco di Amatrice. Perchè la scelta di Pirozzi?
Pirozzi rappresenta un modello da perseguire. Un uomo, un amministratore che nel momento più drammatico per la sua comunità cittadina non ha fatto il giro dei talk show mettendo in scena il piagnisteo al quale tutti siamo abituati in questi momenti. Dal primo giorno ha detto “questa terra e forte. Questa terrà risorgerà”. Un uomo in controtendenza, fuori dagli schemi, politicamente scorretto. Una persona che sta difendendo Amatrice dall’abbandono perché tutti sappiamo che fine fanno le popolazioni vittime del terremoto, quasi sempre finiscono nel dimenticatoio. La tenacia, la voglia di non arrendersi, sentire il senso di responsabilità verso la propria comunità per me sono qualità fondamentali in politica e nella vita e Pirozzi oggi è una di quelle persone che incarna questi valori.

Silvia Cirocchi160 Posts

Direttore Editoriale. Orgogliosamente romagnola, romana d’adozione. Vorrebbe essere Wonder Woman ma continua a girare a vuoto su se stessa.

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