Chi crede nella vera Europa sta con Marine Le Pen

Le Presidenziali francesi portano al ballottaggio Macron e Le Pen, risultato già scritto o partita ancora aperta? Lo abbiamo chiesto al segretario del Movimento Nazionale, Gianni Alemanno che domenica dichiarava: “Marine Le Pen al ballottaggio rappresenta una grande opportunità per la Francia e per l’Europa. Nonostante tutte le demonizzazioni contro la candidata del Front Nazional più di un quinto dei francesi l’ha scelta per dare un segnale di netto cambiamento. Nel ballottaggio Marine potrà parlare a tutti i francesi di destra e di sinistra che si sono espressi contro il politicamente corretto e che sono la metà dell’elettorato. La battaglia é appena cominciata e non è affatto detto debba prevalere Macron, la fotocopia francese di Matteo Renzi.”

Segretario, qual è la differenza di fondo tra Macron e Le Pen?
Mai come in questo ballottaggio è chiaro lo scontro tra posizioni globaliste e sovraniste. Tra chi è entusiasta della globalizzazione, e pensa che gli stessi problemi del mondo globale si possano affrontare solo accelerando su questa strada, aumentando le interdipendenze mondialiste. E chi, invece, pensa che bisogna imporre una svolta radicale, governando la globalizzazione attraverso il ritorno delle sovranità nazionali e popolari. Anche sull’Unione Europea ci sono due ricette opposte: risolvere i problemi con “più Europa”, puntando alla creazione di un super-stato continentale, oppure, visto che sono 20 anni che si fanno queste promesse senza risolvere nulla, bisogna costruire una nuova Europa come libera cooperazione tra stati sovrani. Dare più sovranità all’Unione Europea significa solo dare più potere alla Germania della Merkel, credere nella sovranità nazionale vuol dire riportare la democrazia in casa nostra, dentro i confini nazionali, riprendiamoci le chiavi di casa nostra per poter decidere noi.

Da queste presidenziali quale lezione può trarne l’Italia?
Gli insegnamenti sono due. Primo: il bipolarismo del futuro è tra globalismo e sovranismo, tra identitari e liberal. Continuare a credere che il centrodestra sia lo schieramento politico dei liberal-liberisti contro gli statalisti social-democratici, è ormai fuori dalla Storia. Personaggi come Renzi e, ancor più, Macron hanno strappato la bandiera del liberismo moderato dalle mani di Berlusconi come da quelle di Fillon. Il secondo insegnamento è che il centrodestra non si deve stancare di cercare l’unità. Dopo la vittoria di Hollande nel 2012, questa è la seconda volta che la destra divisa tra Front National e Gollisti rischia di consegnare la Francia ad un Presidente di sinistra. In Italia il centrodestra ha più possibilità di superare le proprie divisioni interne, ma deve farlo senza compromessi al ribasso e partendo dalle intuizioni politiche del sovranismo. D’altra parte non fu forse un golpe ordito tra il Quirinale e Bruxelles a far cadere l’ultimo governo Berlusconi?

Perchè Parigi non ha votato la Le Pen?
Come New York e Los Angeles hanno votato contro Trump, come Londra si è schierata contro la Brexit, così Parigi ha scelto per i candidati più globalisti. Le grandi metropoli fanno parte di una rete globale ormai estranea agli interessi reali del proprio popolo e della propria Nazione. La globalizzazione sta davvero spaccando il tessuto sociale. Innanzitutto dal punto di vista economico, con un ceto medio che sprofonda sempre di più nella povertà, e una ristretta élite che invece beneficia degli effetti della globalizzazione. Ma questa divisione si riscontra anche dal punto di vista culturale: tra chi si sente parte integrante del mondo globale e volta le spalle al resto del popolo che invece si sente sradicato e privato della propria identità.

Ma quindi perché la Le Pen non ha “sfondato”?
Primo, perché il fronte sovranista non era compatto. C’erano altri due candidati della destra sovranista, Nicolas Dupont-Aignan e François Asselineau, che hanno raccolto insieme quel 5,6% che avrebbe permesso alla Le Pen di arrivare nettamente prima. Ulteriore motivo, anche in Italia, per non dividere le forze sovraniste. Secondo perché la Le Pen durante il primo turno non aveva ancora pienamente raffinato il suo messaggio, scivolando su atteggiamenti da estrema destra, oppure su un laicismo eccessivo, anche se questo non gli ha impedito di diventare il primo partito nel mondo operaio. Oggi autosospendendosi dalla guida del suo partito farà probabilmente ogni sforzo per superare questi limiti.
Per questo il 7 maggio nulla sarà scontato, il ballottaggio è aperto, anche perché Macron a suo modo è un estremista del neo-liberismo e della globalizzazione. Noi saremo insieme a seguire i risultati di questa sfida, con tutti i sostenitori di Marine Le Pen al “Momo Republic” di Roma, in una cena organizzata proprio per seguire lo spoglio elettorale. Non ci facciamo illusioni, ma il risultato del Front National ottenuto dalla Le Pen è il più grande di sempre. La ruota della storia sta girando inesorabilmente e i popoli stanno tornando protagonisti. Vi aspettiamo tutti il 7 maggio.

Silvia Cirocchi159 Posts

Direttore Editoriale. Orgogliosamente romagnola, romana d’adozione. Vorrebbe essere Wonder Woman ma continua a girare a vuoto su se stessa.

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