Il Centrodestra di Trump: via il Ttp, taglio del 20% delle tasse e stop a Ong Pro Aborto

Il Day One di Donald J. Trump alla Presidenza degli Stati Uniti d’America – nei fatti – si presenta come l’esordio di una Rivoluzione Conservatrice che attacca fin da subito il cuore della Globalizzazione e del Pensiero unico. Le promesse elettorali, mantenute fin dai primi ordini esecutivi firmati dal Presidente e le premesse dei memorandum e tavoli operativi avviati, sono un segnale chiarissimo all’ordine mondiale costituito: un segnale che Trump ha marcatamente anticipato nel suo discorso inaugurale quando ha dato l’avviso di sfratto alle élites politico finanziarie di Washington. Atti simbolici come l’eliminazione della sezione LGBT dal sito della Casa Bianca o la cancellazione della versione dello stesso sito in spagnolo si mescolano ad azioni concrete come quelle che schematizziamo nel seguito di questo articolo.

 Ecco in sintesi i primi effetti dell’era Trump alla Casa Bianca.

FINE DEL TPP

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per ritirare il Paese dalla Trans-Pacific Partnership (Tpp), l’accordo di libero scambio fortemente voluto dall’Amministrazione Obama e che il neo Presidente americano aveva fortemente osteggiato – come gli altri trattati simili in corso di stipula con l’UE e quelli già in vigore con Canada e Messico – e promesso di eliminare durante la Campagna Elettorale.

TAGLIO DELLE TASSE FINO AL 20%

In materia di economia Trump ha anche annunciato un corposo taglio delle tasse (fino al 20%), come previsto dal suo programma elettorale alla voce “Bringing Back Jobs And Growth” che interesserà soprattutto la classe media e le imprese.

RILANCIO DEL MANUFATTURIERO

Il Presidente U.S.A. inoltre ha incontrato gli amministratori delegati delle maggiori aziende del paese per concordare insieme un piano di sviluppo del manufatturiero, il rientro delle unità produttive dall’estero e le misure doganali per scoraggiare la produzione in altri paesi da parte delle aziende americane. Trump ha quindi dato 30 giorni ai leader del settore manifatturiero affinche’ presentino un piano per il rilancio del settore in un inncontro tenutosi oggi alla Casa Bianca tra lui e aziende del calibro di Dow Chemical, Ford e Tesla.

BANDITI I FINANZIAMENTI ALLE ONG PRO ABORTO

Un altro ordine esecutivo firmato da Trump ha bandito ogni erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Da oggi le organizzazizioni pro aborto come Planned Parenthood non riceveranno più alcun sostegno economico dal Governo Federale degli Stati Uniti d’America.

STOP ALLE ASSUNZIONI NEL GOVERNO FEDERALE

Altra promessa della campagna elettorale prontamente mantenuta con un memorandum firmato oggi è lo stop a tutte le assunzioni (tranne che per i militari) da parte del governo federale, fatta eccezione per le forze armate, mantenendo cosi’ la sua promessa elettorale di ridurre la burocrazia e le spese per questo settore.

GUERRA ALL’ISIS: IN SIRIA I PRIMI RAID CONGIUNTI CON LA RUSSIA 

Il ministero della Difesa russo ha annunciato il primo raid aereo congiunto con la coalizione internazionale a guida Usa contro l’Isis in Siria. I caccia hanno bombardato al-Bab, nel governatorato di Aleppo. La nota specifica che “Il 22 gennaio, il commando dell’unita’ delle forze aeree russe nella base di Hmeimim ha ricevuto dagli Usa cordinate riferite a obiettivi dell’Isis nei pressi dell’area abitata di al-Bab. Due aerei da guerra russi e due della coalizione internazionale hanno effettuato raid aerei contro installazioni dei terroristi, distruggendo diversi depositi di munizioni, carburanti, lubrificanti e colpendo miltanti e apparecchiature militari”

Trump sta effettuando alcune scelte inedite e oseremmo dire dagli esiti imprevedibili, visti i grossi interessi in campo, ma sono scelte non solo coerenti con quanto annunciato dal Tycoon in campagna elettorale, ma soprattutto in parte (su tasse e aborto) in linea con la tradizione di governo repubblicana.

Forse con Donald J. Trump alla guida degli Stati Uniti, il concetto di populismo demagogico potrà lasciare il campo a quello di un nuovo concetto di destra, conservatrice e rivoluzionaria, ma soprattutto capace di essere maggioritaria senza doversi annacquare nel moderatismo.

Forse il centrodestra italiano potrebbe trovare nel “Trumpismo” la nuova marcia da innestare per riprendere in mano le sorti del paese.

Staremo a vedere.

Ulderico de Laurentiis2 Posts

Scrivo di Politica per passione, di Comunicazione Digitale per lavoro e di Cybercultura per curiosità.

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