Elezioni Provinciali, una farsa ripetuta

Prassi vuole che all’inizio del nuovo anno, ognuno di noi, pensi al tipico messaggio in chiave positivà “anno nuovo vita nuova”.
Se da un lato questo può essere letto, dai semplici cittadini, come un auspicio all’anno che verrà tenendo magari anche conto delle situazioni male affrontate nell’anno appena trascorso, di certo non è pensiero proprio del Partito Democratico. Nonostante, infatti, i cittadini abbiano sonoramente bocciato una riforma costituzionale che prevedesse una riduzione a cento del numero dei senatori ma che li privava della possibilità di sceglierne i componenti, I Dem hanno ben pensato -aggiungerei come se nulla fosse- di lasciare immutata la legge, a firma del ministro dei trasporti Del Rio, concernente le modalità di rinnovo delle assemblee Provinciali. Il tempo passa e già dai primi di Gennaio si sono tenute e si terranno alcune consultazioni elettorali. Salerno , Grosseto, Foggia, Cosenza e tante altre province, ancora una volta, hanno visto o vedranno insediarsi un consiglio mediante elezioni di secondo livello senza che ci si preoccupi di considerare la volontà dei cittadini .
Eppure i dubbi sulla legittimità costituzionale della riforma in essere riguardo le consultazioni Provinciali arrivano da più tempo:

Già i giudici del TAR Trieste, ritennero di sollevare, con l’ordinanza numero 495 del 15 ottobre 2015 , la questione di legittimità costituzionale delle norme che prevedono l’elezione indiretta degli organi della Provincia, mediante un meccanismo elettivo di secondo grado.

Secondo i giudici amministrativi triestini, ad esempio, con le nuove regole sulla elezione indiretta, nessun soggetto “potrà far valere, né direttamente né indirettamente, un giudizio di responsabilità politica sulle modalità con cui gli organi citati esercitano le funzioni di rispettiva competenza (…) sfuggirebbe, con l’introduzione delle elezioni di secondo grado, il controllo democratico diretto delle popolazioni interessate sul governo delle funzioni provinciali e sull’utilizzo dei relativi tributi, non avendo i nuovi organi provinciali autonomia di spesa, in violazione dell’art. 119 Cost. perché detti tributi propri sarebbero stabiliti ed applicati da organi eletti da rappresentanti di altri enti”.
Il taglio dei costi della politica “si sarebbe potuto raggiungere rimodulando la rappresentanza e la stessa forma di governo provinciale, senza negare alla collettività provinciale il diritto di concorrere direttamente all’elezione degli organi rappresentativi”.

Ed analizzando nel dettaglio i riferimenti normativi in tema di province , vediamo che queste sono riferite in Costituzione insieme alla sovranità popolare, ovvero l’obbligo di eleggere direttamente da parte del popolo queste Istituzioni.
Ora, una legge ordinaria può cambiarne il metodo elettorale ; ma eliminando il suffragio popolare sostituendolo con una elezione di secondo grado si deve procedere con una riforma della Costituzione, esattamente come era avvenuto , attraverso il tentativo della riforma Renzi-Boschi, per quel che concerneva la riforma elettiva del Senato che avrebbe dovuto essere votato dai Consiglieri Regionali.
D’altro canto, la legge Delrio è ancora più incostituzionale laddove, per giustificare la propria costituzionalità, ci si affidava ad una
“condizione giuridica” di approvazione di una futura riforma costituzionale che poi avrebbe comunque dovuto prevedere la futura abrogazione delle provincie. Ad ogni modo, ancora una volta, i Renziani come i bersaniani piuttosto che gli alfaniani sono al lavoro per espugnare i palazzi delle province piuttosto che valutare gli effetti della loro azione politica.
Sarebbe bello capire se vi è tra questi qualcuno che pensi a giustificare il perché non si sia intervenuto tempestivamente riguardo ad una elezione, di dubbia costituzionalità piuttosto che sul perché l’annuncite sia diventata il protagonista principale delle situazioni di stallo parlamentare e governativo in cui si è ritrovato il paese.
Legge elettorale, pubblica amministrazione, provincia e tanti altri sono un elenco incredibile di prove che dimostrano l’inadeguatezza politica di Renzi e C.
Il Renzismo aveva annunciato un rinnovamento di uomini, idee al passo con i tempi e coinvolgimento dei cittadini ma se questo è il modo per coinvolgere i cittadini aspettiamoci qualcuno che proporrà le autoproclamazioni in parlamento piuttosto che le elezioni a cariche istituzionali per acclamazione in qualche congresso di partito.

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