La Meloni dal palco di Atreju rompe con Salvini

Si chiude con la giornata di ieri la kermesse di Fratelli d’Italia alle Officine Farneto a Roma. Atreju ha raccolto innumerevoli adesioni tra le quali quella nella giornata di venerdì del leader del carroccio Matteo Salvini. Idolatrato dai “fratellini” presenti e immortalato dalla Meloni nel selfie di rito. Quindi tutto ok, l’intesa politica va a gonfie vele!? Tutt’altro.
A scatenare l’ira del segretario della Lega Nord, a detta dei collaboratori più stretti davvero infastidito dalla sparata di Giorgia della Garbatella, le dichiarazioni sul Referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto fatte ieri dal palco nel discorso di chiusura della manifestazione.

“Io vedo le immagini della Spagna e dico che qui non deve accadere mai, qui non ci sono i popoli italiani ma il popolo italiano, ci sono 1000 campanili ma una sola patria ecco perche’ il referendum sul Veneto e la Lombardia non mi appassiona”, tuona dal palco il mancato sindaco di Roma, il mancato leader nazionale e la mancata Le Pen italiana.
Subito le fa eco Gianni Fava, assessore regionale lombardo in quota lega: “Invito il nostro segretario federale Matteo Salvini a prendere le distanze da quanto dichiarato da Giorgia Meloni a proposito del referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto, che si svolgera’ il prossimo 22 ottobre, e a schierarsi apertamente e’ con forza a sostegno del Si’. Lo dico anche in vista della gazebata prevista per il prossimo fine settimana, in occasione della quale e’ stato chiesto a tutti i segretari di sostenere il Si’. Chiedo che si chiarisca l’equivoco una volta per tutte: non possiamo rischiare che anni di battaglie politiche vengano vanificati dalla poca chiarezza di certi alleati che, sul territorio, dicono di essere favorevoli all’autonomia e poi, a Roma, in evidente trance agonistico, di fronte ad una platea di reduci della destra sociale, dicono apertamente di non condividere ne’ apprezzare la battaglia che stiamo portando avanti per la nostra liberta’”, conclude Fava.

Come se non bastasse arrivano critiche anche da destra, i sovranisti, pubblicamente schierati per il SI non vedono nel referendum uno strumento contro l’Unita’ nazionale. “E’ vero esattamente il contrario: il vero rischio per l’unita’ nazionale, e anche per il suo sviluppo economico, e’ continuare a disconoscere l’enorme residuo fiscale che viene versato da queste due regioni allo Stato centrale.” – dichiarano in una nota Alemanno e Storace-. “In questo modo, non solo si sottraggono troppe risorse alle aree piu’ competitive della Nazione, ma si alimenta una pericolosa frustrazione negli abitanti di queste due regioni, una frustrazione su cui puo’ tornare a speculare chi trama realmente per il secessionismo. Il federalismo a geometria variabile – proseguono – previsto dalla nostra costituzione come possibilita’ di acquisire risorse e competenze oggi riconosciute solo alle cinque regioni a statuto speciale, non solo non e’ incompatibile con l’unita’ nazionale, ma la puo’ rafforzare trovando un nuovo e’ piu’ sostenibile equilibrio tra le diverse aree geografiche ed economiche. Siamo cosi’ convinti di questa battaglia che giovedi’ prossimolanceremo a Milano un nostro comitato per il Si al referendum per l’autonomia. Fratelli d’Italia, invece, dovrebbe spiegare perche’ a Roma la Meloni lancia questi sospetti secessionisti, mentre tutti i suoi esponenti in Lombardia e nel Veneto aderiscono ufficialmente ai comitati per il Si al referendum. Queste contraddizioni si pagano politicamente con una inutile e pericolosa divisione dell’area sovranista.”

La Meloni dovrebbe decidere da che parte stasera, prima che arrivi anche la mancata alleanza con Salvini.

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