Aborto in Argentina: la vittoria di chi non crede la storia irreversibile

L’azzurro della bandiera argentina, colore scelto dal fronte pro-vita, ha vinto contro i “verdi” dei pro-aborto, nel silenzio dei media italiani che al massimo mostrano i volti tristi degli sconfitti, omettendo di mostrare le immagini delle maree di manifestanti pro-vita, della “marea azzurra “che festeggia la vittoria della civiltà della vita.

38 parlamentari contro 31, la vittoria di chi preferisce salvare” entrambe le vite” , salvare madre e figlio, la vittoria anche della Chiesa Argentina, apertamente schierata per il “no” e condotta dai propri Vescovi.

Una vittoria della difesa degli ”scartati” di Papa Francesco e del Card. Mario Poli Arcivescovo di Buenos Aires, punto di riferimento dei deputati pro-vita, che l’8 agosto che ha celebrato una affollatissima S.Messa per la vita davanti al Parlamento.

Una vittoria contro i piani del Fondo Monetario Internazionale, che come ricordato da Padre Josè Maria di Paola, chiamato nei quartieri popolari dove svolge il Suo ministero A Buenos Aires, Padre Pepe, ha condizionato le trattative dei futuri aiuti economici all’Argentina alla liberalizzazione dell’aborto, considerato dagli ambienti liberali del Presidente Macrì al potere, come un diritto umano, affermando: «L’aborto è sinonimo di FMI piaccia o no al mondo conservatore che non vede di malocchio che i poveri facciano meno figli o non li facciano affatto e anche al mondo pseudo-progressista che innalza le bandiere di una presunta libertà delle donne di disporre del loro corpo, pur sapendo che questo genocidio è ispirato e promosso dal FMI».

Una battuta di arresto alla colonizzazione ideologica dei paesi ricchi che vogliono imporre la legalizzazione dell’aborto ai paesi poveri.

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