Allarme sicurezza: ora a chiedere le espulsioni sono i sindaci del Pd

Non si lanciano ovetti sulle cronache delle pagine locali: ma si legge ogni tipo di nefandezza. Anziani massacrati di botte, turiste lanciate sulla scogliera dopo un tentativo di stupro in Liguria, cameriere che si salvano sotto la metro di Milano con lo spray al peperoncino, donne stuprate a ripetizione a Reggio Emilia. Tutti casi che, purtroppo, non riescono a raggiungere le prime pagine dei giornali nazionali, occupate da uova cripto-leghiste, troll russi e magliette rosse.

Eppure un tale stillicidio di violenza non può non sortire effetti. Persino in coloro che appartengono alla schiera dell’accoglienza a tutti i costi, la schiera per l’appunto secondo la quale le emergenze sono gli hacker e il razzismo. E infatti si moltiplicano i casi di sindaci del Pd che invocano le espulsioni per chi delinque. Segno che si preferisce difendere più i cittadini amministrati che non i dogmi di partito? Chissà, forse sarebbe buona cosa. Vale la pena comunque citare le parole di Alberto Bellelli, sindaco di Carpi, provincia di Modena, sul caso della donna che è riuscita ad evitare lo stupro di un 19enne richiedente asilo rifugiandosi in biblioteca: “Esprimiamo al contempo piena solidarietà alla vittima, che non solo è riuscita a divincolarsi ma ha avuto anche la prontezza di chiedere aiuto e di denunciare immediatamente l’accaduto, e altri ringraziamenti, questa volta ai cittadini che l’hanno aiutata. Chiediamo più controlli sull’immigrazione irregolare e – aggiunge Bellelli – pene severe compresa l’espulsione per chi delinque, soprattutto come in questo caso per chi è recidivo e non avrebbe dovuto più essere in Italia. Ai cittadini – conclude il sindaco di Carpi – chiediamo che mantengano anche loro occhi ed orecchie attente perché solo assieme si vince la criminalità”.

Peccato che la Cassazione non sia d’accordo con le espulsioni di chi ha in corso la domanda di asilo. Ma su questo il Pd non può farci nulla. O forse sì?

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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