Chi se ne frega dell’Upb (e di chi lo ha nominato)?

È un non caso, sollevato non senza il sospetto di una strumentalizzazione, quello che viene agitato come uno spauracchio contro il governo Conte. Il coro dei soliti noti si è ingrossato non appena ieri sera è stato reso noto che l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) non ha voluto “validare le previsioni macroeconomiche relative al 2019” contenute nella nota di aggiornamento al Def, in particolare la previsione sul Pil del 2019, giudicandola “eccessivamente ottimistica”.

Quel che forse è sfuggito a qualche solerte commentatore, compresi coloro che furono spazzati via da manovre spread e consimili (senza imparare la lezione?), è che l’ufficio parlamentare di validazione è uno strumento di controllo del Fiscal compact, voluto dall’Ocse e attualmente formato da membri che sono stati nominati con decreto dei presidenti di Camera e Senato della passata legislatura. Quindi, un organismo sostanzialmente inventato da istituzioni sovranazionali, nell’interesse dell’austerità eurocratica, che ha imposto un dogma e i cui “cani da guardia” sono stati benedetti da due personaggi politici che subito dopo aver ricoperto per cinque anni la seconda e la terza carica dello Stato si sono presentati alle elezioni con un partito che ha raccolto il 3% (ancora questa percentuale fatidica…).

Non solo: lo stesso Upb procedette a non validare il Def presentato dal ministro Padoan a nome del governo Renzi non più tardi di due anni fa, nel 2016. Con le stesse identiche “ragioni”, cioè un eccesso di ottimismo sul Pil.

E allora? Tutti i maggiori esponenti del governo gialloblù hanno detto che andranno avanti. La procedura in questi casi prevede che, su mandato di un terzo dei parlamentari, le commissioni Bilancio di Camera e Senato possono riconvocare in audizione il ministro dell’Economia. E Tria potrà certo ascoltare i consigli dell’Upb e può modificare le stime, oppure motivare la decisione di non fare variazioni. Gli uomini di Grasso e Boldrini se ne faranno una ragione.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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