Declaration of war (l’Ue con le polveri bagnate dichiara guerra all’Italia degli astuti M5S)

“Ma la sorte, che ha grandissimo potere in generale, particolarmente lo ha in guerra: da cause banali produce mutamenti decisivi” (Gaio Giulio Cesare)

 

Vi avevamo avvisato, dalle pagine di questo quotidiano, del guanto di sfida lanciato dal Ministro Paolo Savona alle istituzioni europee.

Vi avevamo anche anticipato che, pur trattandosi di manovra win-win, le élite europee avrebbero immediatamente risposto e che, purtroppo per loro, esse si sarebbero trovate davanti all’atroce dilemma, perdere la Commissione Europea, scatenando in ogni dove i populismi (con la bocciatura della finanziaria gialloverde), o perdere il Bundenstag (lasciandolo in mano agli euroscettici di AfD) qualora passasse il principio che ogni stato è libero ed indipendente nel decidere i contenuti delle proprie manovre economiche (sovrano a casa propria)?

E cosa è accaduto in questi pochi giorni che ci hanno separati?

Di tutto e di più!

Il primo ottobre 2018 il Sole 24 ore titola “Def, Juncker boccia l’Italia: <se non siamo rigidi, euro a rischio>”.

E intanto il primo risultato i gialloverdi l’avevano già ottenuto, aver fatto capire che l’Euro non è così irreversibile come sostenne a suo tempo Draghi.

Il 5 ottobre 2018 EuNews scrive “Def, l’Europa boccia l’Italia: deviazione deficit preoccupante”

IN quei frenetici giorni Mattarella incontra Mari Draghi, probabilmente per parlare del mitico strumento OMT (che significa aiutare un paese ma sottoponendolo agli ordini della Troika), probabilmente in accordo con la Commissione UE, vero mandante delle “Vacanze Romane” di Draghi.

Siamo all’alba di un nuovo Golpe Finanziario (stile 2011)?

Non lo possiamo sapere con certezza ma solo ipotizzare. Se così fosse, e di certo lo è, significa che i signori “tra poco non saremo più nessuno”, Juncker, Moscovici e Dombrowsky, hanno accettato il guanto di sfida e lanciato la loro dichiarazione di guerra al prode prof. Paolo Savona (sostenuto però, questi, da tutto il paese).

Indubbiamente, siamo portati a pensare, che le élites vorranno sopravvivere no?

Il problema è che Mattarella e Draghi (magari in buona fede loro eh!) possono sperare di agire se e solo se i mercati finanziari affossassero i nostri titoli di stato. Altrimenti, qualora la cosa dovesse partire nuovamente da Bruxelles o da Francoforte, renderebbe chiaro il golpe finanziario ai danni di uno stato ancora sovrano. E non sarebbe una bella mossa per quelli di Bruxelles.

Essi quindi, hanno dichiarato guerra all’Italia ma sono attualmente sprovvisti di cannoni e di munizioni; possono solo sperare nel “casus belli” di mercati e agenzie di rating al fine di poter attivare le proprie bocche da fuoco. A dire il vero, sono aiutati in questo dallo “sbraitare” (fuoco amico) delle opposizioni italiane (dichiarazioni di Mattarella, del PD e dai resti di quel che era Forza Italia).

Peccato per loro che oggi, alla riapertura dei mercati finanziari lo spread stesse a 296,10 punti e che alle 9 e 30 già era sceso a 292.

Una settimana con poche polemiche e lo spread torna a 250 punti.

Come faccio ad esserne certo? Per due ordini di motivi:

  • proprio questa mattina, Bloomberg pubblica un articolo dal titolo “Euro Bulls aren’t worried about contagion from Italy” nel quale si riporta la seguente frase “Investors who are bullish on the euro needn’t lose sleep over italy because any signs of strain are mainly due to political implications rather than the economic impact” che tradotto significa, è più importante un governo stabile che altro!
  • lo spread tra Usa e Germania al 3 ottobre 2018 era a 263.5 punti ed è inimmaginabile che i bond italiani possano rendere meno di quelli USA; il Giappone ha titoli con spread negativo sulla Germania (per circa 30 punti) ma sappiamo bene che la maggior parte di suoi titoli sono acquistati dalla sua Banca Centrale.

Può il mercato da solo fungere da deterrente all’attacco della UE? Penso di sì! Ma si deve sempre avere un Piano B, non va sottovalutato il nemico. A tal riguardo, vi vogliamo raccontare un ulteriore e potentissimo strumento di difesa nazionale. Quelle volpi dei Cinque stelle, che tutti accusano di peccare di ingenuità, entro qualche mese avranno completato il processo di attivazione delle tessere magnetiche per il Reddito di Cittadinanza: delle carte di debito da poche centinaia di euro al mese, la Social Card Grillina. Trattasi di un sistema elettronico che consente di accreditare su tessera magnetica una cifra da spendere (pare) in negozi italiani affinché (pare) non alimenti domanda di merci straniere.

Bene, qualcuno si è accorto che una volta messo a punto questo sistema, il medesimo possa esser allargato ad una platea maggiore di utenti fino al punto di diventare la copia di quanto pianificarono i greci con Tsipras ai temo di Varoufakis. In pratica, volontariamente o involontariamente, hanno creato un nuovo sistema di pagamenti per tornare alla valuta nazionale. Per dirla con le parole di Luciano Capone, un renziano che dal nulla divenne importante giornalista del Foglio Quotidiani, I PENTASTELLATI hanno messo in piedi nel silenzio il “Piano X” di Varoufakis, un sistema elettronico perfetto per sostenere la famosa MONETA FISCALE.

Con buona pace di élites ed eurocrati, ripetiamo “alea iacta est” e restiamo in attesa dei mutamenti che la sorte riterrà opportuni per il nostro amato paese:

“Ma la sorte, che ha grandissimo potere in generale, particolarmente lo ha in guerra: da cause banali produce mutamenti decisivi” (Gaio Giulio Cesare)

Ad maiora.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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