Gli “hacker contro Mattarella”: e quelli pro-Gentiloni?

Le fake news come le ciliegie: una tira l’altra. E, quasi a spegnere l’eco di quella sulle uova razziste di Moncalieri, ecco gli hacker russi contro Mattarella. A certificare la lunghezza delle corna della bufala sparata dal Corriere della Sera è stato dapprima Wired, testata tutt’altro che “sovranista”. Poi è arrivato lo stesso Corriere che stamattina, nel pezzo di ritorno di Fiorenza Sarzanini, ci informa all’ultimo paragrafo che “è da escludere che dietro l’attacco ci siano hacker russi”. In tutto questo però indaga l’antiterrorismo, ci lavora il Copasir e quant’altro.

Che però non risulta siano stati richiamati ad altrettanto zelo quando una certa narrazione sull’azione del governo sul terremoto propalata attraverso i social, in testa proprio twitter, ha prodotto un vero e proprio atto di sciacallaggio.

Oppure quando il premier Gentiloni trovava inspiegabilmente su twitter, più che uccellini, dei veri e propri pappagalli pronti a ripetere gli incredibili (appunto…) risultati ottenuti in fatto di crescita.

Nessuno ha indagato? Di grazia, con quali risultati?

La scena che ci si presenta in tutto questo è quella di un potere mediatico e in parte istituzionale che non disdegna di ricorrere al sensazionalismo, sbriciolando la realtà del Paese in quelle stesse “false notizie” di cui poi accusa i nemici creati. Per, infine, nascondere la polvere che ne deriva sotto il tappeto. E sperare che nessuno ci inciampi, sollevando il “polverone” definitivo…

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