Inferno a Borgo Panigale, Conte elogia la macchina dei soccorsi

Certo, le polemiche si fanno sentire: con le riflessioni sui carichi pericolosi, sulle autostrade che attraversano zone urbane e via dicendo. Ma c’è anche da sottolineare che la macchina dei soccorsi, nella tragedia di Porgo Panigale, ha mostrato davvero tutta la professionalità e la prontezza possibili nel ridurre al minimo il pedaggio di morte. Particolari non da poco: come quello che, pochi minuti dopo il primo impatto, quando ha avuto luogo l’esplosione, sia l’autostrada che la tangenziale erano state praticamente del tutto svuotate dal traffico, evacuate a tempo di record. Anche per quella efficienza tra i soccorritori si contano purtroppo alcuni dei feriti più gravi del disastroso incidente di Bologna.

Pochi minuti fa il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha concluso la visita all’ospedale Maggiore, dove sono ricoverati alcuni dei feriti dell’incidente di Borgo Panigale. “Per rispetto alla dinamica che si è prospettata, possiamo ritenerci fortunati per le conseguenze che si sono verificate. Una tragedia senz’altro, ma i feriti nel complesso sono in via di guarigione, la situazione è sotto controllo e devo ringraziare la macchina dei soccorsi che si è mossa molto celermente, è stata fantastica. Ringraziamo anche il personale sanitario che sta assistendo i feriti, questo era un modo per testimoniare la vicinanza del governo alle persone che hanno sofferto questa tragedia”, ha detto Conte. Informato del fatto che la Procura ha aperto un’inchiesta, il premier ha aggiunto: “Dobbiamo capire quel che è successo per prevenire tragedie del genere. Non si tratta di annunciare nuove normative ma vigilare sugli standard di sicurezza”.

In merito si fa sentire anche la voce del segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia, Fabio Conestà: ”Piangiamo le vittime del tragico incidente e siamo vicini ai loro cari. Auguriamo una pronta guarigione ai poliziotti e ai carabinieri rimasti feriti nel tentativo di salvaguardare la vita dei cittadini. Una caratteristica, la sicurezza dell’individuo, che è nel dna di chi indossa una divisa”.

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