La difficile uscita dalla crisi per il governo Merkel

La Merkel traballa e gli scenari che si stanno aprendo sulla crisi di Berlino vanno seguiti con estrema attenzione. È quello che stanno facendo chiaramente i giornali tedeschi, un po’ meno quelli italiani, assai più impegnati nel cercare di frenare la crescita esponenziale della Lega, con effetti che i sondaggi che circolano commentano assai più eloquentemente di ogni altra possibile analisi.

Tant’è: tornando alla Germania, i più attenti osservatori politici hanno individuato tre diversi scenari possibili sul futuro del governo. Il primo prevede che non si raggiunga un accordo tra i due partiti alleati, Cdu (quello della Merkel) e Csu (la sua “costola” bavarese, che ha nel ministro dell’Interno Horst Seehofer il suo uomo di punta nel governo): in quel caso il ministro cristiano sociale Seehofer potrebbe rimanere dell’idea di rimettere il mandato e venire sostituito da un altro esponente della Csu, ad esempio dal capogruppo al Bundestag, Alexander Dobrindt. Può davvero essere solo una questione personale? Vedremo.

Un secondo scenario, più pessimistico, prevede invece la scissione della storica alleanza da parte della Csu, che guarda con preoccupazione ai sondaggi che circolano in vista delle elezioni regionali bavaresi di ottobre, e una deflagrazione della crisi di governo. In quel caso la cancelliera Angela Merkel avrebbe due possibilità: o andare ad elezioni subito oppure cercare di avere i voti dei Verdi per sostituire, temporaneamente, quelli della Csu.

Un terzo scenario possibile, infine, immagina un compromesso dell’ultimo momento, e una concessione di Merkel ad alcune richieste di Seehofer. Per esempio, sul punto del respingimento dei migranti registrati in Paesi terzi, ora sarebbe possibile raggiungere un compromesso con il ministro degli interni, alla luce degli accordi bilaterali presi dalla cancelliera con i capi di governo di Spagna e Grecia all’ultimo vertice di Bruxelles della scorsa settimana. Quello dal quale, si basi bene, secondo la gran parte della stampa italiana il governo Conte era uscito “sconfitto”. E meno male…

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