Le talebane del #metoo mettono a rischio Miss America per i bikini

Hanno rovinato, politicizzandoli, anche i concorsi di bellezza. Il più iconico dei quali si sta avviando, ruzzolone dopo ruzzolone, verso la polvere. Quasi metà della direzione di Miss America ha lasciato dopo la decisione dell’organizzazione, sull’onda del movimento #Metoo, di eliminare la competizione in costume da bagno sostituendola con un’ampia intervista per valutare la personalità e non più solo la bellezza delle partecipanti.
Mentre 22 dirigenti statali del concorso stanno cercando di correre ai ripari. E per farlo c’è un solo modo: cacciare la nuova presidente, Gretchen Carlson, anche lei una ex Miss America, artefice del nuovo corso e vera e propria suffragetta di questa rivoluzionaria e innovativa battaglia culturale contro l’ombelico scoperto.
A dirla tutta, a sentire le accuse che le vengono mosse, la donna sembra un’ossessa nella sua crociata: alcuni ex membri della direzione e responsabili della competizione nei vari stati, riferisce il Wall Street Journal, sostengono di aver subito le pressioni della Carlson e di altri dirigenti che avrebbero evocato il rischio di una mancata trasmissione tv del concorso se non fosse stata abolita la passerella in costume.
Anche le ex Miss America si sono divise: 29 hanno diffuso un comunicato a sostegno della svolta, ma una dozzina è contraria. E una nazione assiste impotente e timorosa allo scempio che le talebane del #metoo stanno facendo del suo immaginario popolare

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