L’elezione diretta del Presidente non basta, serve ridare slancio alle Province

di Antonio Pasquini

Dopo la pasticciata legge Delrio seguita da un referendum sonoramente bocciato dagli italiani, la proposta di legge presentata dai parlamentari della Lega pone al centro del dibattito estivo la necessità e l’urgenza di un riordino istituzionale degli enti intermedi.

Il ritorno alla elezione diretta del presidente e del consiglio provinciale è un passo fondamentale e necessario, ma non è sufficiente a ridare dignità alle malconce Province. La drammatica situazione finanziaria ha costretto gli enti territoriali a svendere il proprio patrimonio per poter garantire fondamentali funzioni sovra comunali come le strade o le scuole superiori.

Serve un profondo dibattito che coinvolga tutto il sistema della autonomie per ridefinire gli ambiti e le funzioni con le conseguenti risorse finanziarie ed organizzative. Il decennio scorso è stato segnato dall’ eccessiva proliferazione del numero delle Province e dall’ elevato numero delle città metropolitane che non ha fatto altro che accelerare il processo disgregativo del sistema delle autonomie locali. E’fondamentale attuare, nell’ottica di un regionalismo differenziato, una vera riforma che da un lato garantisca alle Province funzioni chiare e risorse certe, mentre dall’altro occorre semplificare l’assetto delle competenze amministrative evitando inutili sovrapposizioni con altri enti intermedi.

La sola elezione dirette degli organismi delle province senza riconoscere l’ambito provinciale come il livello più funzionale per esercitare competenze che richiedono una dimensione sovra comunale serve soltanto a prolungare l’agonia di un ente che ha urgenza di un nuovo slancio istituzionale.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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