L’inquieta Chemnitz toglie il sonno alla Merkel

Si chiama Chemnitz, come si è sempre chiamata: tranne un periodo, di qualche decennio, nel quale ha preso l’altisonante nome di Karl Marx Stadt. Oggi potrebbe essere semplicemente un grosso centro della Germania, non lontano da Berlino. Invece, magari proprio sulla scorta degli anticorpi sviluppati contro i regimi, è soprattutto un vespaio che toglie il sonno ad Angela Merkel, nell’imminenza delle cruciali elezioni regionali in Baviera.

A Chemnitz è successo, una settimana fa, ciò che purtroppo è accaduto anche altrove: un uomo è deceduto per un attacco all’arma bianca. A portarlo due immigrati, entrambi rifugiati. A morire un falegname tedesco, ma di origini cubane (particolare quest’ultimo che, chissà perché, non è mai sottolineato dalle cronache mainstream), che voleva semplicemente difendere la sua donna dalle morbose attenzioni degli stranieri. Quando la cosa si è saputa (pare per una “talpa” che dagli uffici giudiziari ha reso noto lo status di richiedenti asilo degli arrestati, che altrimenti sarebbe stato come sempre secretato), sono nate manifestazioni spontanee contro l’immigrazione incontrollata che hanno portato in strada fino a 15mila persone. Prontamente bollate come di “estrema destra”, addirittura di “neonazisti”.

La situazione, proprio per questa lettura allarmante, è peggiorata di giorno in giorno e la comparsa di provocatori di estrema sinistra l’ha definitivamente deteriorata fino all’epilogo di ieri sera, quando nove persone sono state ricoverate in ospedale in seguito agli scontri. Nel pomeriggio di ieri migliaia di persone hanno di nuovo partecipato alle manifestazioni contro l’immigrazione incontrollata, ma da tutta la Germania sono convenuti su Chemnitz almeno 4000 antagonisti di sinistra. Il modello tedesco “multikulti” tramonta. La notte rischia di diventare, per la Cancelliera d’Europa dall’immagine sempre più offuscata, un terribile incubo per tutti.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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