Polizia postale “disarmata”: l’appello a Conte e Salvini

Un grido d’appello al premier Conte e al ministro Salvini è arrivato dai sindacati di polizia, proprio nel giorno in cui si festeggiano venti anni di polizia postale. Drammatico il quadro che ne viene esposto, soprattutto in merito al depotenziamento avvenuto “negli ultimi anni, seguendo il solco tracciato da un inconcepibile progetto di riorganizzazione”, scrive il segretario nazionale del Mosap Fabio Conestà: “il personale delle Sezioni della Postale è stato eroso, fino a ridurlo. In alcune province sono operativi addirittura 2 o 3 poliziotti, che, di fatto, sono impossibilitati a svolgere la loro delicata mission”. Mella lettera vengono citati ad esempio “importanti contesti territoriali quali Prato, Pistoia, Ravenna, Ragusa, Vercelli e Vibo Valentia, tutte province dove, “grazie” al c.d. “progetto di riorganizzazione”, le Sezioni della Polizia Postale e delle Comunicazioni sono ormai chiuse da tempo, il tutto però senza alcun decreto ministeriale”. Di qui l’accorato appello ad “invertire la rotta e restituire dignità professionale a tutti i colleghi della Postale ed all’immagine del Servizio Polizia Postale su tutto il territorio nazionale”.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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