Sventato l’assalto: Kavanaugh eletto, Trump esulta

 

Dopo il via libera del Senato americano, arrivato con 50 voti a favore e 48 contrari, Brett Kavanaugh ha giurato: è il 114mo giudice della Corte Suprema americana. E soprattutto la materializzazione di uno spettro che il vecchio establishment degli Usa ha cercato con ogni mezzo di evitare.

Il voto del Senato segna la fine di una furiosa battaglia politica, scatenatasi intorno alle accuse delle presunte molestie sessuali, che sarebbero avvenute decenni fa, avanzate contro Kavanaugh. Tra i repubblicani, l’unica donna a voltare le spalle a Kavanaugh è stata la senatrice dell’Alaska Lisa Murwkoski. «È una brava persona, ma non penso sia adatto per la Corte Suprema. Devo votare in base alla mia coscienza», ha detto in aula. Fuori infuriavano le proteste ma la maggioranza dei senatori, pur risicata come da tradizione americana, stavolta ha retto senza ulteriori problemi.

Kavanaugh diventa così il 114mo giudice della Corte Suprema e sarà operativo a giorni. La sua nomina è destinata a cambiare lo schema politico della corte: Kavanaugh e Neil Gorsuch, l’altro giudice nominato dal presidente Trump, sono tutti e due giovani e destinati quindi a servire molto a lungo.

«È un grande giorno per l’America», ha esultato The Donald, congratulandosi con Kavanaugh e ringraziando l’Fbi per il «duro lavoro». A un mese dalle cruciali elezioni di medio termine, il timone non è mai stato così saldo nelle sue mani.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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