L’UE accelera sull’Unione Bancaria e il fondo salvabanche, con i nostri soldi

imageOrmai è un dato quasi certo: fra qualche mese, quando ci saranno le elezioni europee, qualche eurofilo avrà una brutta sorpresa. Il fronte euroscettico sta ingrossando le proprie file e il proprio consenso. Non è affatto escluso, che il prossimo parlamento europeo sia il meno europeista di sempre, con qualche beneficio – si spera – per noi poveri cittadini, costretti a subire le direttive di questa oligarchia burocratica.

La quale, intanto, pare stia accelerando sul progetto di unione bancaria europea, prima che l’euroscetticismo diventi “padrone” a Bruxelles. La sintesi è stata finalmente trovata, e questi dovrebbero essere i capisaldi dell’accordo:

Viene creato un fondo Salva Banche che a regime, ovvero entro 8 anni a partire dal 2015, avrà un patrimonio di 55 miliardi di euro.
Il 60% verrà alimentato entro il 2017 con i fondi degli Stati, i quali si rifaranno delle tasse speciali sulle banche.
Tuttavia, il ricorso al fondo è solo l’ultima ratio. L’accordo prevede infatti una preventiva attuazione di politiche di bail-in, ossia di prelievo forzoso di fondi su obbligazionisti e correntisti (metodo Cipro e Italia); questa clausola sarebbe stata chiesta dalla Germania.
Le procedure di decisione su cosa fare di una banca in crisi passano dagli Stati nazionali alla commissione europea e alla BCE.
Beh, tenendo presente che 55 miliardi per un fondo che dovrebbe salvare le banche sono una cifra irrisoria, credo e sono convinto che la vera (terribile) novità in questo progetto di unione bancaria sia la definitiva legittimazione del “metodo Cipro”, cioè della possibilità di un prelievo forzoso sui risparmi dei correntisti e dei risparmiatori, ogni qual volta una banca sia in difficoltà.

Di fatto, l’hanno studiata bene. Ci hanno obbligati ad avere un conto corrente, costringendoci – con la scusa dell’evasione fiscale – a usare la moneta elettronica per tutti quei pagamenti superiori a una certa cifra (in Italia, 1000 euro). Così il risparmio è facilmente intercettato e messo al sicuro nelle casse bancarie. Dopo di che, se mai dovesse servire, sapranno dove attingere se una banca dovesse mai trovarsi in difficoltà.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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