Anche i giudici confermano:”De Benedetti fu coinvolto nel crack del Banco Ambrosiano”

De benedettiOra anche i giudici lo confermano e assicurano che dirlo non è affatto un reato: Carlo De Benedetti fu coinvolto nel crack del Banco Ambrosiano. Ieri il Tribunale di Milano ha depositato le motivazioni della sentenza di assoluzione in favore di Marco Tronchetti Provera, portato a processo tempo fa dal padrone di Repubblica per alcune considerazioni sul passato dell’ingegnere. Il 21 settembre scorso Tronchetti Provera era stato assolto con formula piena.

Il perché è presto detto. Il giudice, infatti, gli ha riconosciuto il diritto di avere esercitato il diritto di critica nell’ambito di una polemica furibonda che lo contrapponeva a De Benedetti. “Il fatto che De Benedetti sia stato coinvolto nel crack risulta dall’avere egli rivestito la qualità di imputato nel procedimento di bancarotta derivato dalla dichiarazione di fallimento del Banco Ambrosiano, indipendentemente dal ruolo, maggiore o minore, che ha avuto nell’ambito del crack finanziario al quale l’espressione usata dall’imputato, di per sè neutra, non si riferisce affatto”, scrive il giudice, smentendo in pieno De Benedetti, la cui difesa aveva definito “subdola” l’affermazione di Tronchetti Provera a riguardo.

Il giudice ha riconosciuto anche la fondatezza di alcune dichiarazioni sui bilanci Olivetti, definiti “discussi” da Tronchetti Provera. “Ce n’è abbastanza per definire ‘discussi’ i bilanci di Olivetti senza incorrere in una falsa affermazione”. L’ingegnere, al contrario, sosteneva che quella era una “frase senza senso e ingiuriosa perché tutti i bilanci erano stati approvati dalle relative assemblee”. Ma evidentemente non era così.

Dulcis in fundo, il Tribunale di Milano ha ritenuto non lesiva nemmeno la dichiarazione sulla cittadinanza svizzera di De Benedetti. “E un fatto vero documentalmente provato – si legge perfettamente coerente con la verità del fatto e con il principio di continenza, non essendo certo trasmodata in un gratuito attacco alla persona del De Benedetti che peraltro cittadino svizzero era davvero, sebbene a quei tempi, come ha dimostrato, pagasse in Italia le imposte. Si tratta di una canzonatura priva di reale efficacia lesiva della reputazione del querelante che ne ha enfatizzato la portata aggressiva collegandosi all’allusione di un regime fiscale più favorevole”. Insomma, De Benedetti colpito e affondato.

@eugcipolla

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
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