Angelino, Disastro dall’Interno

10056-immigrazione-alfano-con-avvio-triton-stop-immediato-mare-nostrumMio padre era poliziotto. Per anni, molti, ha lavorato al Ministero dell’Interno presso la segreteria particolare del Ministro. Ne ha visti di ministri, a rotazione. Legislatura dopo legislatura. Lavorava spesso al loro fianco. Io sono cresciuto con le sue storie, con quelle vicende. Costruivo in me l’immagine di un uomo-istituzione elegante e raffinato, figlio sì della “vecchia politica” ma anche dell’eleganza formale, di una ferrea morale e di un concreto senso logico, carismatico. Per carità, come saggiamente riporta il detto metropolitano, “la gente che ha rovinato il mondo ha la cravatta e non i tatuaggi” però da quelle storie, di quella figura mi ero dipinto un’immagine diversa. Quella sorta di incantata allegoria che arriva ad oggi, quando bruscamente si scioglie, fino al Governo Renzi, quello dei senza cravatta, giovani dentro, superyeah!, ai Grillini, quelli senza etica né estetica, fino ad arrivare a lui, Alfano.

Angelino è un fenomeno e non lo sa. Ma non è un gioioso accostamento. Insomma, per fenomeno non s’intende il giovanotto dall’aria spensierata e gagliarda che ballava YMCA al raduno delle giovani marmotte del suo partito, al Sestriere, in occasione della scuola politica del NCD.
Angelino è un fenomeno vero, o almeno ne è parte; rappresenta esattamente quel disinteresse disincantato e disilluso tipico dei sinistri politicamente corretti (con la sambuca) de noantri. Quelli dal “Naaaa, ma quante sciuocchezze vai dicendo” facile, quelli che ripudiano l’oggettività e la realtà, che negano l’evidenza contribuendo a creare una flaccida e distorta visione globale delle cose. Lui è Angelino, per questo cade sempre dalle nuvole. Come quella volta che annunciò, col piglio di uno che ci sa fare, che non avrebbe dato scampo all’assassino delle tre sorelline di Lecco, che lo avrebbe scovato, acciuffato e gettato in gattabuia. Peccato che, mentre tentava di fare il ministro, i Carabinieri avessero già arrestato la colpevole, la mamma delle tre piccole e da qualche ora per giunta.

Ora, che in un paese globalizzato, iperstressato, mezzo scassato eppure in giro col vestito buono alle cene di galà dell’Unione Europea, gestire l’Ordine Pubblico sia cosa non facile lo sappiamo. Che ci sia la possibilità di infiltrazioni terroristiche, di continui sbarchi di immigrati, di improvvise calate di barbari metropolitani ne siamo ben a conoscenza. Ma che un Ministro dell’Interno arrivi sempre dopo i fuochi d’artificio, è altra cosa. Eppure faceva parte del gioco, anche quando Angelino accettò l’incarico. Proprio quando arrivavi a dire “No, peggio di Mancino nessun’altro”, arriva lui a smentire burocrati, addetti ai lavori e paesani tutti.
Ma qui non si tratta di aggiungersi alla fila di chi va reclamando testa e dimissioni di Angelino, di constatare ciò che già è palese. Mi chiedo, da cittadino, come caspita sia possibile nel senso vero del termine che lui sia lucidamente (ancora) Ministro dell’Interno in un Paese allo stremo, in cui serve polso vero. Suvvia, non facciamo i sofisticati, chiunque se lo starà chiedendo.

Angelino attore, la spalla del duo comico fiorentino Renzi-Alfano. Angelino il “fassista”, da segretario nazionale del PDL, rottamatore di Berlusconi, nuova espressione del centro destra, al pieno sostegno all’elezione renziana del Presidente Mattarella col suo Nuovo Centro Democristiano. Angelino di “Mare Mostrum”. Angelino e il calcio, gli Ultras del Feyenoord e Genny ‘a Carogna. Angelino e le ultime parole famose, più rassicurante di Max Pezzali: andrà tutto bene, giammai potranno esserci infiltrazioni terroristiche tra i migranti in arrivo sulle nostre coste. Angelino che si ricorda delle forze di Polizia – che ormai possono contare esclusivamente sulle loro spalle, sulla loro organizzazione e senso professionale – solo quando gli arrestano qualche schifosissimo tizio implicato con la strage del Bardo o tengono duro alle randellate piene di ganja ed idiozia di qualche rivoluzionario figlio della “Milano bene” portando a casa la pelle e la città. Angelino il twittarore, campione di salto con l’Hashtag.

La Top Three: “Leggo deliranti dichiarazioni di indignazione perché abbiamo avuto abilità di arrestare un sospettato di terrorismo” (abilità?) , “ Con la nuova agenda #UE per l’immigrazione abbiamo cominciato ad abbattere muro di #Dublino. Equa distribuzione dei migranti grande risultato” (equa distribuzione?) e su tutti: “Abbiamo approvato una buona legge elettorale che dà stabilità, rappresentanza e anche le preferenze (preferenzi ndr). Con #italicum la #giustadirezione” (buona legge elettorale che da rappresentanza?)
Un Disastro dall’Interno. Ma è mai possibile, senza risultare anacronistici, demodé o fuori luogo, interrogarsi se Angelino sia la persona più adatta a gestire gli “affari interni” di questo paese?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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