Antifa e Anpi scatenati pure in Salento: urla e insulti per impedire convegno su foibe

983e7-blogger_foibe_memoria“La storia negata”. Mai titolo potrebbe essere più indovinato per un convegno che celebra il giorno del ricordo, questo 10 febbraio che continua a dividere anziché unire. A Castrignano dei Greci, in provincia di Lecce, la storia più che negata è stata contestata. Lo svolgimento del convegno in onore dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, organizzato da Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale di Lecce, è stato messo in pericolo dai soliti metodi dei sedicenti “antifascisti”, che hanno tentato di entrare all’interno della sala Peppino Impastato del castello de’ Gualtieris e hanno insultato i presenti.
Il pienone non ha scoraggiato i contestatori, decisi a interrompere i lavori al grido di “Bastardi” e “Fasci appesi”. Un intoppo che non ha in ogni caso raggiunto l’obiettivo: il convegno, iniziato alle 18 di ieri 10 febbraio, si è svolto regolarmente. I relatori Vincenzo Scarpello, Salvatore Ruberti e Roberto Tundo hanno portato a termine i loro interventi tra gli applausi dei tantissimi presenti.

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No, in Salento la storia non è stata negata. E neppure dimenticata. Con buona pace dei facinorosi contestatori e anche dell’Anpi, che in giornata aveva diffuso un volantino chiedendo di non ricordare i morti delle foibe.

Una sinistra che, nel 2015, evidentemente non riesce a smarcarsi dalle colpe e dalle connivenze del fu Pci. E neppure dalle malcelate simpatie per dittatori come Tito. Come si possa però in Italia fare revisionismo e negazionismo su una pulizia etnica subita da italiani non ci è dato sapere.

Ho chiesto a tutti i presenti, tra cui alcuni esuli, di perdonarli” rivela Cristian Sicuro, Presidente di Gioventù Nazionale della Provincia di Lecce. “Conoscere la storia dovrebbe essere un diritto di tutti ma noto, con profondo dispiacere che alcuni scelgono di non esercitare questo diritto. Se avessero avuto il coraggio di andare controtendenza e di prendere parte al convegno avrebbero scoperto che parlavamo anche di italiani partigiani ammazzati con la stessa brutalità riservata agli altri dai loro compagni jugoslavi”.
Pierluigi Meleleo, dirigente provinciale e portavolce di Fdi-An di Castrignano dei Greci, rincara: “Parlavamo di nostri fratelli, di ragazzine seviziate e uccise, di intere famiglie sterminate. C’erano esuli che, uscendo, hanno trovato sui cruscotti delle loro auto un messaggio che recitava ‘se c’è qualcuno da ricordare oggi non sono certo i morti nazifascisti’, firmato da ANPI Lecce. Evidentemente, è più semplice pensare ad una guerra ideologica vinta dai comunisti che ha visto soccombere i nazifascisti piuttosto che accettare la realtà e cioè che sia stato compiuto uno sterminio su base etnica che, per mano amica, dei partigiani jugoslavi, ha visto soccombere chiunque, persino i partigiani italiani. Ma se la sinistra nel 2015 non ama ricordare le foibe, avrà probabilmente ancora la coscienza sporca”.

Le condanne non sono arrivate solo dagli organizzatori, ma anche ovviamente dai presenti al convegno.
Di militanti a sinistra- spiega Giovanni De Luca, Presidente di Prospettive Future-Centro Studi ‘Pino Rauti’- ne ho viste almeno tre generazioni ma quelli che hanno oggi hanno urlato ed insultato la memoria dei martiri delle foibe battono tutti: non fanno approfondimento politico, non hanno un impegno sociale”.
Solo l’ignoranza storico-politica – incalza Pierpaolo Signore, portavoce provinciale FdI-AN- può lasciare spazio a dichiarazioni farneticanti. A confermare l’attendibilità dei fatti che riportiamo sono i superstiti di diecimila italiani innocenti, tragicamente trucidati dai partigiani di Tito e per troppo tempo dimenticati dalla storia della nostra Nazione.

L’ultima parola è ancora di Cristian Sicuro: “Mi auguro che atti di questo genere vengano condannati all’unisono da tutte le forze politiche e da tutte le istituzioni e che, dal prossimo anno, non assisteremo più al silenzio di presidenti regionali che non spendono una parola in merito e, anzi, votarono contro la legge per istituire la Giornata del Ricordo o, addirittura, di capi del Governo costretti a recuperare all’ultimo momento utile.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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