Banche: così il governo Renzi ha violato la Costituzione

kika3131191_matteo-renziOra Maria Elena Boschi tira fuori le unghie. “Vedremo se hanno i numeri per sfiduciarmi”, ha detto il ministro preferito da Matteo Renzi. Perché adesso lo scontro sul decreto salva-banche si è spostato sul terreno politico. Da un lato le opposizioni chiedono le dimissioni della Boschi, colpita da uno dei conflitti d’interesse più grandi della storia, dall’altro la maggioranza non vuole assolutamente saperne. Perché dimissionare la prediletta di Renzi sarebbe come ammettere le proprie colpe, come dire “sì, è vero, abbiamo fatto quel decreto pienamente consapevoli della posizione di papà Boschi”.

Ma il punto della vicenda non è tanto questo. Ci sono due grossi problemi da risolvere. Il primo riguarda migliaia di risparmiatori colpiti da un provvedimento assassino, che in un solo colpo ha azzerato i risparmi di una vita, quelli messi di lato con sacrificio e pazienza, rinunciando alle cene in pizzeria e alle vacanze in estate. E’ un problema del quale il governo si deve far carico, cercando di trovare l’unica soluzione che ad oggi appare possibile: rimborsare le persone truffate. Non farlo sarebbe un controsenso rispetto a ciò che è successo in passato nel nostro paese, dove le banche sono state salvate con i soldi dello Stato, come Mps, poi chiaramente restituiti con i dovuti tassi di interesse. E anche verso ciò che succede in Europa, dove banche di altri paese, tipo la Germania, vengono salvati con soldi pubblici senza che nessuno a Bruxelles dica niente.

Il secondo problema, oltre che ad essere di carattere pratico, è anche di carattere morale. L’articolo 47 della Costituzione dice chiaramente che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. Cosa che il decreto salva-banche non ha fatto. Per fortuna che Renzi era tra quelli che si riempivano la bocca con la retorica della “Costituzione più bella del mondo”. Che chiaramente viene applicata rigorosamente solo quando governa una parte politica piuttosto che un’altra. E viene naturale chiedersi, in questo contesto, dove sia la Corte Costituzionale, sempre molto ligia nel bocciare leggi di destra, sempre molto latitante quando a governare è la sinistra.

@eugcipolla

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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