Berlusconi:”L’occidente ha spianato la strada all’estremismo islamico”

Berlusconi«Non vedo un’effettiva consapevolezza della gravità della situazione da parte di molti leader occidentali. Sarà per mancanza di esperienza, per mancanza di idee, per paura, per condizionamenti ideologici. Ma sono molto preoccupato dalla piega che hanno preso gli eventi. La mia linea di politica estera è sempre stata improntata alla collaborazione tra l’Europa, Washington e Mosca, a partire dall’intesa di Pratica di Mare, con cui si era messa fine alla guerra fredda». E’ quanto ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervistato dal Corriere della Sera.

«In questi anni – ha continuato – sono stati commessi molti gravi errori dai Paesi occidentali, a iniziare dal tentativo tardivo e maldestro di mettere il cappello sulle cosiddette primavere arabe. Non si è stati in grado né di prevederle né tantomeno di accompagnarle nel loro corso. Forse per non essere accusata di interventismo, come è accaduto a Bush, l’amministrazione Obama ha scelto di non intervenire in Medio Oriente. Salvo poi, con un atteggiamento in apparenza contraddittorio, aver spinto per un cambiamento di regime in Libia, spiegato come un intervento a protezione delle popolazioni indifese. In questo modo l’Occidente ha permesso la destabilizzazione del Nord Africa e del Medio Oriente, senza un disegno o una prospettiva di un nuovo assetto politico per la zona, spianando così la strada all’estremismo
islamico».

«Spero e credo – ha aggiunto l’ex premier – che l’abbattimento del jet russo sia stato un
incidente, ma capisco che Putin si senta “tradito” da un Paese che, proprio come la Russia, si oppone all’Isis. Più che stabilire chi ha ragione, è fondamentale che non si ripeta mai più un episodio del genere. Dobbiamo renderci tutti conto che la Russia è un alleato imprescindibile, non un nemico. Quanto alla Turchia, negli ultimi anni ha attraversato cambiamenti che non condivido. Questo però, ancora una volta, è anche una nostra responsabilità. Nel passato mi sono battuto per l’entrata della Turchia nell’Unione. Sono sempre stato osteggiato dai pregiudizi di molti Paesi europei, Francia e Germania in primis. La parte migliore della Turchia voleva diventare Europa. L’abbiamo tenuta fuori dalla porta. Era inevitabile che prevalessero altri tipi di spinte, in una nazione a cavallo fra Oriente ed Occidente».

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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