Campania: uscite le motivazioni della sentenza di condanna a De Luca

Vincenzo-De-Luca1La figura del project manager non è prevista dal codice degli appalti. Queste le motivazioni della sentenza di condanna per abuso d’ufficio, depositate dal tribunale di Salerno, nei confronti di Vincenzo De Luca, attuale candidato del centro-sinistra alla carica di governatore della Campania.
L’allora sindaco di Salerno, del Pd, è stato condannato in primo grado nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto per il termovalorizzatore di Salerno. Lo scorso 21 gennaio la sentenza: un anno di reclusione e uno di interdizione dai pubblici uffici, commentata dal diretto interessato con parole durissime nei confronti delle toghe «Condanna demenziale, per aver usato l’espressione project manager invece di coordinatore».
In realtà, la formula giusta, come chiariscono le motivazioni della sentenza, sarebbe “Rup, Responsabile unico del procedimento”.

Non sono d’accordo i parlamentari campani del Movimento 5 Stelle, che in una nota congiunta hanno commentato «Il Tribunale di Salerno, che lo ha condannato per abuso d’ufficio, ha detto chiaramente che la figura del project manager non è prevista nel codice degli appalti. Adesso il sindaco decaduto di Salerno, Vincenzo De Luca, la smetterà di parlare di reato linguistico». Gli stessi pentastellati rincarano la dose «La motivazione della sentenza finalmente smaschera venti anni di amministrazione ‘deluchiana’ improntata su leggi e norme completamente inventate per accrescere il consenso elettorale. Oggi è stato dimostrato che a Salerno non esiste la legge De Luca. Esiste la legge degli appalti che il candidato governatore del Pd non ha rispettato. Esiste la legge Severino che, sulla scia del patetico e fantomatico reato linguistico, Vincenzo De Luca e il Pd continuano a snobbare. Ed esiste il M5S che è riuscito a far rispettare la legge sull’incompatibilità del doppio incarico facendolo decadere da sindaco. Noi siamo per la legalità. Il folklore e le invenzioni linguistiche le lasciamo agli showmen come De Luca».

Secondo Oreste Agosto, legale del Movimento 5 Stelle «Queste motivazioni dimostrano, dal punto di vista legale, l’illegalità dell’agire dell’amministrazione comunale e rafforza ancora di più il nostro pensiero giuridico sulla chiara incandidabilità di De Luca a governatore della Regione Campania».

Senza dubbio la giustizia deve ancora fare il suo corso, mancano due gradi di giudizio per una condanna definitiva. La questione è più che altro politica e riguarda la candidatura di De Luca, nonostante la sentenza di condanna in primo grado e la legge Severino. De Luca può infatti candidarsi ma potrebbe decadere una volta eletto. In virtù, sia chiaro, di una legge a nostro avviso sbagliata. Ma che vale per tutti.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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