Cara Boldrini, continui a chiamarmi PRESIDENTE | di Giorgia Meloni

IMG_9840Ci risiamo. Si avvicina la Festa della Donna e IL PRESIDENTE della Camera Laura Boldrini prova a erigersi nuovamente a paladina del genere femminile, sostenendo di fatto che ogni donna desidera nel profondo del suo cuore che le sia garantito il rispetto dell’identità di genere. A sostegno di questa posizione e per difendere a gran voce questo diritto ha anche inviato una lettera a tutte le cariche istituzionali.

“Caro Collega, cara Collega,
come è noto, in questa legislatura si registra il numero più elevato di deputate, circa il 30%, così come si riscontra un significativo numero di donne che rivestono cariche e ruoli istituzionali prima ricoperti in via quasi esclusiva da uomini. […]
Anche da ciò deriva in modo più evidente rispetto al passato l’esigenza dell’adeguamento del linguaggio parlamentare al ruolo istituzionale, sociale e professionale assunto dalle donne e al pieno rispetto delle identità di genere, a garanzia del principio di non discriminazione e a tutela della dignità della persona, in conformità a quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione.
In questo senso, e tenuto conto anche di analoghe iniziative assunte in altri Paesi, desidero segnalare l’opportunità che negli interventi svolti nel corso delle sedute dell’Assemblea e degli altri organi della Camera le cariche e i ruoli istituzionali siano richiamati nelle forme corrette, ossia secondo il genere proprio della persona cui essi si riferiscono. […]”

L’occupazione femminile in Italia è la più bassa d’Europa, gli stipendi sono inferiori del 13% e abbiamo un altissimo tasso di abbandono del lavoro dopo la maternità. Nel frattempo, in un universo parallelo, Laura Boldrini si preoccupa di essere chiamata Presidentessa e non Presidente.

Vede, Signora Presidente, le donne non hanno bisogno di questo. Il rispetto, quello che lei sventola ai quattro venti, non dipende dall’identità di genere. Signora Boldrini le donne non hanno bisogno di queste foglie di fico e non chiedono una vocale al posto di un’altra ma di avere più libertà. Le donne lottano con i problemi della quotidianità, quelli veri. Da sempre è stato così e sempre lo sarà.

Io rientro nel 30% dei DEPUTATI eletti in questa legislatura, sono orgogliosa di essere in quel 30% perché gli italiani mi hanno dato fiducia, e non perché sono una donna, ma per le mie capacità. E le assicuro che le capacità non hanno identità di genere.

Quindi, per rispetto a tutte le donne, la prego, quando si rivolgerà a me, continui a chiamarmi Presidente.

Giorgia Meloni

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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