Cariatidi del rock imbalsamate nel terzomondismo anche se scanna e lapida

pelu_pieroNoi occidentali siamo eredi viventi di una civiltà che è stata grandiosa e meravigliosa sempre, in ogni suo giorno di vita: basta guardare quel che abbiamo partorito in termini filosofici, letterari, architettonici e musicali. Pertanto, considerare qualche pagina di colonialismo maldestro come il punto focale di un intero percorso millenario sarebbe come imputare ad un grande poeta il pegno indelebile di qualche pagella sballata al liceo quale elemento svilente di ogni sua gloria successiva.
Troppo facile e troppo stupido.

Quando tale assillo arriva dalle solite cariatidi del rock più politicamente corretto che blaterano slogan totalmente avulsi dalla realtà al solo scopo di tener vivo quello stantio “melange” di pacifismo, terzomondismo e sudaticce canotte da ribellastri un po’ incicciottiti, il latte arriva non alle ginocchia, ma ai talloni.

Se è vero che la terra non è di nessuno da nessuna parte, l’Occidente ha inflitto al mondo un decimo del colonialismo inflitto dall’Islam: basta stendere un planisfero politico sul tavolo e sapere un po’ di storia per verificarlo. E invece, con quest’insulsa cantilena delle “risorse trafugate ai paesi poveri” come giustificativo perpetuo ad ogni catastrofe umana passata presente e futura, noi europei siamo costretti a subire un’immigrazione (con annesso terrorismo) la cui massività non consente neppure lontanamente paralleli percentuali simmetrici, considerando il fazzoletto di terra che è l’Europa rispetto agli altri continenti.

Quindi, cari rockers dal pugno chiuso, giocate pure a fare i ribelli “de sinistra” con tanto di sinistra al governo; ma perlomeno cercate di essere un po’ meno banali e contraddittori, dato che non abbiamo certo scritto noi brani come “No Frontiere” (Litfiba, 1994): e allora perché il tanto odiato colonialismo occidentale, di frontiere, ne avrebbe dovute avere?

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi