Charlie Hebdo, Al Qaeda rivendica l’attacco con un video

Nasser Bel Ali al-Ansi«Degli eroi sono stati reclutati e hanno agito». La Cnn: finanziati con 20.000 dollari. Isis condanna la nuova copertina. Intanto sarebbe stato identificato il quarto uomo

Al Qaeda in Yemen ha nuovamente rivendicato l’attentato della scorsa settimana alla redazione del giornale satirico francese «Charlie Hebdo» (12 morti), con un video messo in rete mercoledì che si aggiunge a quello del 9 gennaio scorso. «Degli eroi sono stati reclutati e hanno agito come una vendetta per le offese contro il profeta Maometto», ha dichiarato nel video messo su un sito islamista uno dei dirigenti di Al Qaeda nella penisola araba (Aqap), Nasser Bel Ali al-Ansi. Ma non solo. Nella rivendicazione (in cui si definisce La Francia «partito di Satana») ci sono anche minacce di nuove «tragedie e terrore». Non solo: stando alla Cnn, che cita alti funzionari, uno dei due fratelli Kouachi, autori della strage, sarebbe stato fornito di 20mila dollari in contanti per portare a termine l’operazione.

Il video di Al Qaeda
Il video di rivendicazione dell’attacco a Parigi scende nei dettagli dei fatti dei giorni scorsi. Alle spalle del leader del gruppo, che parla per oltre 11 minuti, compaiono le immagini dell’attacco contro «Charlie Hebdo», i volti dei fratelli Kouachi, responsabili dell’assalto, ma anche le immagini della manifestazione di domenica nella capitale francese e dei leader mondiali che vi hanno partecipato. Ripresi in primo piano il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente francese François Hollande, oscurato invece il volto della cancelliera tedesca Angela Merkel. Il comandante militare del gruppo yemenita sottolinea inoltre che l’attacco al Charlie è stato il capo di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri. «Chi ha scelto l’obiettivo – dice – chi ha finanziato l’operazione» è «la leadership di questa organizzazione», cioè al-Qaeda nella penisola arabica.
Al qaeda non rivendica l’attacco al supermercato Kosher
Nel lungo video al-Ansi nega, seppur implicitamente, un coordinamento a priori tra i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly (che ha attaccato un supermercato ebraico e in video diffuso dopo la sua uccisione giurava fedeltà al califfo dello Stato islamico). «La benedetta operazione è stata eseguita dai fratelli Said e Cherif Kouachi. E grazie a Dio era in coincidenza con un’altra operazione del mujahid Amedy Coulibaly», ha precisato al-Ansi. Coulibaly, che ha ucciso una poliziotta e ha attaccato il supermercato Kosher di Parigi, aveva invece parlato di attacchi «sincronizzati» con i fratelli Kouachi.

La minaccia
Nel video di rivendicazione il gruppo yemenita minaccia anche nuovi attacchi. «Fermate gli insulti al nostro profeta. Fermate lo spargimento del nostro sangue. Lasciate le nostre terre. Non saccheggiate più le nostre risorse. Altrimenti non aspettatevi da noi nient’altro che tragedie e terrore – dice il capo militare dell’organizzazione, Nasr Ali bin al-Ansi, rivolgendosi alla «nazione occidentale» – Vi avevamo ammonito in precedenza delle conseguenze delle azioni dei vostri governi collusi con il pretesto della libertà di stampa e di pensiero».

Isis: «Stupido pubblicare nuova vignetta»
Intanto anche Isis interviene sulla questione. Secondo un comunicato dei jihadisti dello Stato islamico è stato un atto «estremamente stupido» pubblicare una nuova vignetta con Maometto sulla copertina del primo numero di «Charlie Hebdo» dopo la strage di mercoledì scorso. L’affermazione è contenuta in un comunicato diffuso dalla radio del gruppo terroristico, Al-Bayan. «Charlie Hebdo ha pubblicato di nuovo vignette che insultano il profeta e questo è stato un atto estremamente stupido», hanno dichiarato gli jihadisti sunniti.

Iran: «La nuova copertina di Charlie è offensiva»
Anche l’Iran ha condannato la copertina del primo numero di «Charlie Hebdo», dopo la strage di mercoledì scorso nella quale è ritratto il profeta Maometto che piange e dice «Tutto è perdonato». «È offensiva e provocatoria», ha sottolineato la portavoce del ministero degli Esteri della repubblica islamica, Marzieh Afkham. La copertina con Maometto «urta i sentimenti dei musulmani in tutto il mondo e potrebbe alimentare la fiamma del circolo vizioso dell’estremismo», ha avvertito Afkham.

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