Chi sono i detrattori della saldatura tra nuova Lega e moderati

Silvio Berlusconi riceve Micheline Calmy-ReyPerché insistiamo sulla fondamentale importanza dell’unione di scopo tra la nuova Lega di Salvini ed i moderati che costituiscono il tesoretto elettorale di Silvio Berlusconi?
Perché in mancanza del rassemblement di queste due forze viene meno anche la possibilità teorica di competere per vincere contro la sinistra ed il PD di Renzi.
È così importante questo obiettivo?
È l’unico realisticamente abbordabile, sia a livello nazionale che regionale, se si vuole rimuovere l’ostacolo principale ad ogni ipotesi di riforma strutturale e cambiare veramente verso.

Non ve ne è un altro, elettoralmente parlando, che sia raggiungibile nel breve-medio termine, tutto ciò che è oltre si pone su un arco temporale di medio-lungo periodo ed, anche a questo proposito, il raggiungimento e la concentrazione delle forze sull’unico obiettivo possibile in questo momento non viene per nuocergli, anzi.
Chi sono i detrattori di questa saldatura elettorale tra le due componenti più importanti dell’opposizione a Renzi?

Tutti quei rimasugli del centro e del centro-destra che, mentre Salvini poneva le basi della nuova Lega, vaticinavano, senza incidere per nulla, sulla loro legittimità all’eredità politica di Berlusconi.
Il problema di queste persone e di questi contenitori politici, che vanno dall’eterna incompiuta Italia Unica di Passera, all’irrilevante e moribondo universo ex-finiano, è che, se Berlusconi ha un problema di credibilità, loro lo hanno in egual modo e senza neanche i mezzi ed il background politico-elettorale che l’ex-Cavaliere può ancora far pesare, nonostante la sua veneranda età.

Più pericolosi di loro, ma altrettanto ininfluenti ai fini dell’appeal che hanno presso gli aventi diritto al voto, sono quelle fronde parlamentari interne a Forza Italia che hanno il terrore della fine di questa legislatura.
Sono i nostalgici del Patto del Nazareno, sanno che la loro sorte è la stessa di coloro che sono rimasti in NCD dentro al governo.
Ben comprendono che ogni loro possibile futuro politico è legato alla rottura immediata con Renzi, ma hanno il terrore che ormai ciò non basti a garantirglielo e faranno i salti mortali per allungare il più possibile la legislatura, in attesa che la congiuntura economica, favorita dalle manovre della BCE, possa mascherare il loro fallimento completo, insieme a quello del governo.
Ciò che invece, tutti costoro non comprendono, è che, se anche la loro fronda di disturbo otterrà risultati nel tentativo di impedire a Forza Italia, o a come si chiamerà, di saldarsi con la nuova Lega per battere Renzi, ciò che ne conseguirà, ovvero la dispersione del voto dei moderati, non andrà assolutamente a loro favore, ma è più facile che prenda autonomamente la via che porta a Salvini.

Comunque vadano le cose, questi attori del vecchio centro-destra in fermento, non avranno nessun tipo di futuro politico, se non rientrando nei ranghi (Meloni docet) ed andando a interagire senza porre troppe condizioni in seno all’unico possibile tentativo di porre fine all’egemonia della sinistra in questo paese che non è di sinistra, non lo è mai stato e mai lo sarà.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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