Commerciante si uccide per i debiti

sara siterUn debito di appena 6 mila euro, nulla davanti alla crisi economica attuale, aveva acuito la sua depressione e minato il suo fragile equilibrio. Sarah Siter non riusciva più a sorridere, o a far finta di farlo, ai clienti che arrivavano in agenzia da lei per organizzare una vacanza o prenotare il viaggio di nozze.

Savona – Non ce l’ha più fatta ad andare avanti. Uno choc per tutta la città la sua scomparsa. «Ma è vero che è morta Saretta?».

Per tutta la giornata di ieri per le strade e le vie di Savona erano in tanti a chiedere, a fare domande, nella speranza che la notizia che si stava diffondendo in città non fosse vera.

Sarah Siter era un volto noto per la sua simpatia e generosità, per il carattere solare, allegro, aperto con cui all’apparenza sapeva nascondere i pesi che probabilmente si portava dentro. Angosce che la tormentavano, nell’anima. Sino a ieri quando hanno avuto il sopravvento.

Ieri Sarah, “Saretta” Siter ha deciso di togliersi quel velo dal viso che l’ha accompagnata e angustiata negli ultimi anni. Soprattutto dopo la morte del padre negli anni scorsi.

Sarah ha deciso di togliersi la vita a soli 43 anni nell’agenzia di viaggi di famiglia nell’Oltreletimbro che temeva di non riuscire a tirar fuori dalla crisi. Una paura che non sembra trovare conferma nella realtà: i debiti sarebbero stati di poche migliaia di euro.

È stata trovata morta nel primo pomeriggio di ieri all’interno dell’agenzia di viaggi “Kiss and Fly” in corso Viglienzoni che gestiva insieme alla madre. E proprio qui si sarebbero annidate le angosce che avrebbero sopraffatto l’esuberante, ma fragile, Sarah. Gli agenti delle volanti della polizia avrebbero trovato il corpo della donna senza vita dopo essere stati chiamati dai familiari. Vicino al corpo nel bagno dell’agenzia di viaggi un biglietto per i familiari, per la madre e il fratello Marco. Nel pomeriggio di ieri dopo l’esame del medico legale, gli investigatori della polizia hanno spiegato al magistrato di turno, Giovanni Battista Ferro, che per loro non c’erano purtroppo dubbi sul gesto autolesionistico. Nel biglietto indirizzato alla madre, Sarah aveva scritto tutti i codici e le password di pc e telefoni dell’agenzia. Per permetterle di andare avanti lei nel portare avanti l’attività.

«Dal biglietto si capisce che era tormentata da una difficile situazione economica» è quanto si sono limitati a dire gli investigatori che hanno condotto le indagini coordinati dall’ispettore Abruzzese.

Poi quando purtroppo la notizia della sua morte ha trovato conferme, su Facebook, su Internet si sono riversati centinaia di messaggi di solidarietà e affetto, cercando di rispettare il pudore e il garbo che la famiglia Siter ha chiesto per rispettare un dolore troppo grande.

Il fratello Marco, al quale Sarah era legatissima, ha preferito chiudersi in un angosciante silenzio, a meditare su un dramma che mai avrebbe potuto credere possibile.

Nel pomeriggio l’affetto nei confronti di Sarah da parte di amici e conoscenti ha trovato valvola di sfogo sui vari social network.

Fonte: Il Secolo XIX
Foto: Il Secolo XIX

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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