Corriere, che figuraccia: pubblica vignette per beneficenza senza il consenso degli autori

10171656_10205679951219822_2482516156598156061_nNon sappiamo se finirà a carte bollate o risarcimenti milionari, ma dalla polemica che sta scuotendo il web in queste ore sicuramente è il Corriere della Sera ad uscire con le ossa rotte. Non ci ha fatto una gran figura il primo quotidiano d’Italia, che ha patrocinato il libro “Je Suis Charlie”, iniziativa di beneficenza i cui proventi finanzieranno la redazione del Charlie Hebdo. Una bella idea, soprattutto perché il giornale francese ha bisogno di ripartire dopo la terribile strage costata la vita a direttore responsabile, quattro vignettisti, due redattori, due tecnici, oltre a due poliziotti. Il libro, in edicola e libreria al costo di 4 euro e 90 centesimi, si presenta come una sorta di antologia che raccoglie le vignette che alcuni tra i principali vignettisti italiani hanno pubblicato in rete per solidarizzare con il Charlie Hebdo.

A loro insaputa. Ebbene sì, può sembrare incredibile ma nessuno, o quasi, dei diretti interessati è stato avvertito. Una prassi a quanto pare molto comune, tra gli editori e nel mondo della rete. Ma che ora Il Corriere ha inaugurato pure nel cartaceo.
E la protesta, in rete, non si è fatta attendere

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Questi sono solo alcuni dei commenti e delle vignette di critica che si possono trovare in queste ore su facebook. Una lettera di Giacomo Bevilacqua si trova anche su Wired, in rete pure lo sfogo “Caro direttore De Bortoli del Corriere della Sera, per rispondere alla sua domanda… IO NON VOGLIO” di Roberto Recchioni. Un vero cataclisma provocato dai vignettisti che si sono trovati a loro insaputa le loro vignette sul libro “Je Suis Charlie”.
Ecco cosa scrive Leo Ortolani sulla sua pagina facebook:

Sai cosa ho fatto di recente? Ho scoperto che IL CORRIERE DELLA SERA ha preso le vignette che tanti autori italiani hanno pubblicato per solidarietà ai colleghi francesi e ci si è fatto un bel libretto da vendere a euro 4,90. E quando dico che le ha prese, intendo dire che le ha prese senza chiedere niente a nessuno.
Tipo che avete un motorino, vi girate, non c’è più. Ve lo ha preso il Corriere della Sera per farci un giro. A scopo di beneficenza, eh? Il motorino è sempre vostro.
Ora.
Io sarò anche un povero geologo che fatica a stare al mondo, ma qui si comincia a perdere il senso delle cose.
Chiedimelo. Magari ti dico di sì. Luca Bertuzzi di WOW, lo Spazio Fumetto di Milano me lo ha chiesto, se poteva usarla per esporla, gli ho detto di sì.
Lo vedi, come è semplice, quando si è tra persone educate?
Ma tu, Corriere della Sera sei venuto qui, hai preso una foto (UNA FOTO!!) di un disegno che ho messo in rete fotografandolo con il cellulare, perchè non ho lo scanner attaccato al sedere e a volte si fanno dei disegni sulla spinta emotiva, come quello, e si pubblicano in qualche modo, per fare sapere che quello che è successo ti ha colpito e molto, e tu, dicevo, Corriere dei Piccoli, vieni qui e te la prendi. Una foto. E te la stampi. A bassa risoluzione, ovvio.
Che oltretutto non è che mi fai un favore, pubblicando una foto di un mio disegno, a bassa risoluzione. Nemmeno la decenza del controllo artistico.
Nemmeno quella.
Che Luca Bertuzzi mi ha chiesto la cortesia di un file ad alta risoluzione. E gliel’ho mandato.

Ora, corriere dell sera, ti insegno come fossi mia figlia, che però lei ha otto anni, è nata nel 2006, può succedere, tu invece sei nato nel 1876, dice wikipedia, non si capisce cosa tu abbia imparato in tutto questo tempo.
Facciamo così.
Ora, uno dei tuoi redattori, magari lo stesso che si è premurato di venire a prendere le cose senza chiedermele, viene qui e si scusa. Davanti a tutti.
Mica che scrivi che “sei a disposizione degli aventi diritti”. Eh, grazie al ciuffo. Mi prendi il motorino e ora dici che me lo devo pure venire a riprendere a casa tua.
Adesso, tipo della sera, vieni qui e ti scusi per quello che hai fatto.
Tranquillo, nessuno ti sparerà. Non hai mica fatto satira.

Furto di diritti d’autore? Legalmente potrebbe esserlo se la vignetta viene usata senza l’autorizzazione dell’autore, anche se quest’ultimo viene citato. Il consenso è fondamentale. Ma i vignettisti che loro malgrado si sono ritrovati invischiati nella vicenda contestano anche la scarsa professionalità del Corriere, che ha pubblicato i disegni a bassa risoluzione, addirittura in un caso la foto di una vignetta e non la vignetta originale, consegnando in edicola un prodotto tecnicamente scadente.
Beneficenza o no, Corriere e Lizard non ci fanno bella figura. Il direttore Ferruccio De Bortoli si è scusato in un’intervista a Wired, dopo essere intervenuto con un tweet: “Per il libro #CharlieHebdo i ricavi vanno a #CharlieHebdo, il @corriereit non guadagna, i diritti agli autori sono riconosciuti(pag.4)”.
Non è quello che pensano i vignettisti che non hanno assolutamente autorizzato l’operazione. Con tutte le conseguenze, anche tecniche ed estetiche, del caso.
Je Suis Charlie, con le vignette degli altri.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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