“Da illusi pensare che tra i clandestini non si nascondono terroristi”. Intervista a Magdi Allam

allamLo scrittore Riccardo Prisciano, ha intervistato in esclusiva per Qelsi l’amico scrittore e giornalista Magdi Cristiano Allam, da sempre in prima linea nella lotta all’Islam, vittima illustre della vulgata buonista radical chic che avrebbe voluto tappargli la bocca, attraverso una denuncia di islamofobia all’Ordine dei Giornalisti, dalla quale si è difeso egregiamente nel corso del procedimento disciplinare; l’amicizia tra i due scrittori è anche rafforzata dalla presentazione a cura di Allam circa il prossimo libro di Riccardo Prisciano.

Caro Magdi, i lettori di Qelsi ci chiedono come mai non vengono presi seri provvedimenti nei confronti dell’integralismo islamico in Italia ed in Europa, attraverso apposite leggi magari, come fu fatto negli anni ’70 per contrastare il terrorismo politico?

 Il nostro Paese si è sempre mantenuto su posizioni parecchio ambigue ogni volta che si parlava di terrorismo islamico: spesso si chiudeva un occhio, a volte due (certamente come nel caso del terrorismo palestinese …) sulle concrete e tangibili attività dei terroristi islamici all’interno dei confini italiani, trattando quasi con i terroristi, e strappandogli una sorta di assicurazione di non belligeranza (se così possiamo dire …) in Italia.

Scusami Magdi, ma come si può dare credito alle promesse dei terroristi islamici?

Lillusione è che il terrorismo islamico risparmierà l’Italia, se questa si comporterà bene. Ed ecco perché l’Italia viene presentata un po’ come il ventre molle d’Europa: l’Italia è vista, agli occhi dei terroristi islamici, come una terra spontaneamente sceglie di essere “di passaggio” , di transito per le armi, gli uomini e per il denaro. In effetti, in questo contesto, le formazioni terroristiche di matrice islamica potrebbero realmente essere spinte a non colpire l’Italia, quantomeno non nell’immediato; potrebbero, di fatti, approfittare di questa posizione dell’Italia per consolidare le proprie postazione in Europa.

Credi che attualmente ci sia, in concreto, il pericolo di una rivoluzione o comunque di attentati terroristici islamici in Italia?

È ovviamente da illusi non ipotizzare che nel marasma di immigrati clandestini, che quotidianamente approdano sulle nostre coste,  non vi siano tra questi cellule di formazioni terroristiche islamiche; anche e, soprattutto, perché gran parte di detti clandestini provengono dalla Libia che, ricordiamolo, dal 2011 è sotto il controllo di bande terroristiche islamiche.

Allora perché, nonostante questa preoccupante situazione di allarme, le autorità italiane non fanno nulla per arginare la minaccia terroristica islamica, velata dall’emergenza migranti?

Bisogna dire innanzitutto che c’è grande ingenuità da parte delle autorità italiane competenti, dettata forse da mere questioni di utopia politica; ma anche vi è una grande irresponsabilità da parte di coloro che sono convinti che “tanto l’Italia non verrà attaccata”, perché dimostrano di saper pensare solo all’oggi e non al domani, non comprendendo, in sostanza, che quello che oggi si potrebbe fare con molta semplicità, domani sarà mera utopia realizzare, perché avranno rinforzato le loro postazioni, avranno più uomini, più mezzi, più armi e, soprattutto, ci avranno condizionato in un modo talmente subdolo ma, allo stesso tempo, forte che non saremo più in grado di poterci ribellare ai loro soprusi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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