De Luca assolto, Storace condannato. Il reato d’opinione vale solo a destra

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«Siamo d’accordo che il processo a Erri De Luca non potesse che concludersi con un’assoluzione, nel pieno rispetto del principio costituzionale fondamentale di difesa della libertà di opinione». Stamattina Giorgio Santilli, sul Sole 24 Ore, ha commentato così l’esito della vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto lo scrittore No-Tav. Ed è un po’ la tesi che nelle ultime ore hanno abbracciato tutti coloro che difendono De Luca dalle accuse di certi pm che, evidentemente, hanno preso un abbaglio. Lo hanno preso perché i reati di opinione non devono essere perseguibili con la carcerazione. Se così fosse, ci metteremmo al pari di quei paesi dove la democrazia e la libertà di espressione sono optional nelle mani di pochi.

Su questo principio, il paese intero è d’accordo. Il problema, però, si pone nel momento in cui queste massime vengono applicate. Perché dopo ieri la certezza che il reato d’opinione vale solo per quelli di destra, è sempre più viva. Prendiamo il caso di Francesco Storace, uno dei pochi in Italia ad essersi beccato sei mesi di carcere per aver criticato l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver “offeso” l’onore e il prestigio della più alta carica dello Stato.

La vicenda risale a otto anni fa. E’ il 13 ottobre 2007 quando il leader de La Destra attacca Rita Levi Montalcini, accusandola di sostenere con il suo voto il governo Prodi, definendo della stampelle i senatori a vita. La reazione del Quirinale è piccata. Storace «manca di rispetto, infastidisce e tenta di intimidire una personalità (la Montalicini, ndr) che fa e ha fatto tanto onore all’Italia». Storace non ci sta e parte una contro replica, durante la quale l’ex governatore della Regione Lazio assicura che «Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale. E’ indegno di una carica usurpata a maggioranza». Tutte cose vere (ha sostenuto il comunismo sovietico che fece milioni di morti, ha dimostrato più volte la propria parzialità durante e dopo il suo mandato, è stato eletto a maggioranza). Eppure per qualcuno queste opinioni erano e sono da condannare. Sarà perché le ha pronunciate qualcuno al di fuori della linea che separa la sinistra dal resto del mondo politico? Il sospetto viene, i fatti lo dimostrano.

@eugcipolla

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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