Dopo 100 anni, la sinistra vuole mutilare la vittoria per la seconda volta

11118080_10203921274487978_1566022947_nIl 24 maggio c’è l’anniversario del centenario dell’entrata nella prima guerra mondiale e il PD pensa bene di fare una proposta di legge per cancellare le condanne ai traditori fucilati, ai disertori, ai sabotatori, alle spie e a tutti quelli che si vendettero al nemico e riabilitarli completamente (primo firmatario Scanu con tanto di annesso appello, e figurarsi se poteva mancare, degli intellettuali di estrema sinistra Canfora, Menapace e Giorello).
Si trattasse di riabilitare chi subì condanne probabilmente eccessive, si potrebbe essere d’accordo, come ad esempio “i fucilati di Cercivento” (quattro alpini della Carnia, che avevano proposto al capitano comandante la compagnia di attaccare gli austriaci attraverso sentieri boschivi a loro ben noti o aspettare la nebbia serale invece di fare un lento attacco frontale in salita in pieno giorno contro le mitragliatrici che dominavano i sentieri che sarebbe stato suicida. Ma il capitano calabrese, che non aveva la minima cognizione dei luoghi, ordinò lo stesso l’attacco suicida e al rifiuto della compagnia procedette con la decimazione) o casi simili, ma qua si tratta di riabilitare tutti i condannati, anche quelli che si macchiarono dei più gravi e accertati delitti di guerra.

Gli unici casi che la proposta di legge esclude dalla riabilitazione sono i condannati per violenza sessuale, omicidio e saccheggio; tutto il resto è dentro: anche chi si fece comprare dagli austriaci e causò la morte di tanti commilitoni vendendo posizioni e postazioni amiche.
Niente da fare, per questo centenario non c’è da aspettarsi iniziative per commemorare i tanti eroi che dettero la vita per l’Italia: per il PD bisogna riabilitare e commemorare i disertori, le spie che davano informazioni al nemico, i feriti autoinflitti, i sabotatori al soldo del nemico.
E’ un nuovo tipo umano quello che bisogna esaltare: quello che di fronte al pericolo diserta, che di fronte al nemico si vende e fa uccidere il proprio fratello.

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D’altra parte se dobbiamo continuare a chinare la testa di fronte alle prepotenze della Ue teutonica di oggi, se dobbiamo continuare a obbedire a tutte le leggi che ci danneggiano “perché ce lo chiede la UE”, se dobbiamo sorbirci le operazioni “mare Nostrum”, se dobbiamo piegare la testa di fronte al Cermis e dire sempre di sì al padrone di turno non possiamo esaltare chi aveva il coraggio di ribellarsi, non possiamo esaltare chi ha dato la vita per la Sovranità e l’Indipendenza della propria Patria, non possiamo esaltare chi non si è mai piegato ed è morto per vivere in piedi, dobbiamo esaltare un ideale di tipo diverso: l’uomo che si vende, che tradisce, che si imbosca, che diserta.
E’ così l’uomo nuovo che vogliono creare.
L’homo piddinus.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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