Expo 2015 e i trattamenti di favore alle Coop nel business dei biglietti

Expo2015Le Coop sono entrate nel business dei biglietti per l’Expo. Ora per le aziende private si prevedono tempi duri. La disparità di trattamento tra coop, che potranno vendere i loro biglietti a soli 22 euro, e soggetti privati, che invece devono vendere gli stessi biglietti con un prezzo imposto di 32 euro, oltre ad essere incomprensibile rischia di mettere fuori mercato intere aziende che si sono impegnate a coprire il costo di tutti i biglietti anche con fidejussioni bancarie.
L’accusa arriva da Silvia Sardone, componente del coordinamento cittadino di Forza Italia, che fa l’esempio di un’azienda in particolare: “Ho silvia-sardoneappreso con stupore di come le Coop siano entrate nel business dei biglietti Expo a scapito delle aziende private. A queste ultime, per diventare rivenditori ufficiali sono richieste delle precise garanzie. Una di queste, ha dovuto coprire con una fidejussione bancaria l’acquisto di 25.000 biglietti a 32 euro cadauno su cui percepirà una provvigione del 10% per ogni biglietto venduto e dopo avere firmato il contratto, ha visto con sconforto le Coop annunciare che ai loro soci li venderanno a 22 euro l’uno.“.

Lo scenario che si prospetta, se sarà confermato quanto denuncia Silvia Sardone, è questo: un qualsiasi rivenditore autorizzato, come l’azienda citata dall’esponente milanese di Forza Italia, che acquisti un certo numero di biglietti, dovrà offrire precise garanzie in cambio di una provvigione del 10% su ogni biglietto venduto.
Su 25.000 biglietti, come da esempio, venduti a 32 euro ciascuno, il guadagno per l’azienda sarebbe di circa 80.000 euro. Se alcuni biglietti restano invenduti, l’azienda di fatto se ne fa carico, avendo garantito tramite fidejussione.

Come farà, però, a far fronte alla concorrenza sleale delle coop, che potranno vendere a tutti i loro soci i biglietti a soli 22 euro? È quanto si chiede anche Silvia Sardone:

Non si tratta di una questione marginale, come potrebbe sembrare da un’analisi superficiale della cosa: le coop nel 2011 vantavano più di sette milioni e mezzo di associati, che saranno sicuramente aumentati nel tempo. Potenzialmente, i soci Coop che li acquisteranno per se stessi, amici e parenti, potrebbero coprire il 50% dei venti milioni di biglietti venduti previsti. Sperando che a nessuno venga in mente di prenderli per poi “bagarinarli” a 26/27 euro, riducendo ancora di più la quota di mercato rimasta ai privati“.

Se sette milioni di soci coop comprano altrettanti biglietti e convincono amici e parenti a diventare soci ed acquistarli a loro volta, talvolta con l’intento di rivenderli a prezzo maggiore, il danno per i rivenditori autorizzati è evidente. Ma Sardone si spinge oltre:

Un danno economico incalcolabile per chi ha investito contando di rilanciare la propria attività con gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti, senza contare gli ingenti capitali che invece di contribuire a dare ossigeno all’economia andranno a rimpinguare le casse delle coop. A perderci però potrebbero non essere solo i privati: anche Expo potrebbe essere coinvolto, parliamo di cifre a nove zeri poiché dubito che le coop acquistino i biglietti a 32 euro per venderli a 22, rischiando una perdita di 100 milioni di euro, è più probabile che sia expo a fornirglieli a 21/22 euro rinunciando a 100 milioni d’introiti. Una follia se il dato fosse vero, sembra impossibile sia giustificata dalla partnership fra Coop ed Expo, che è improbabile sia sufficiente a coprire i mancati guadagni, sia di Expo, sia degli operatori privati“.

Tutti danneggiati: rivenditori privati e la stessa Expo. Chi il colpevole? Se lo chiede anche Silvia Sardone.

Mi chiedo chi sia l’artefice di questo possibile disastro economico e della disparità di trattamento foriero di dannosi squilibri, in un mercato che doveva vedere tutti gli operatori sullo stesso piano? Chi si assumerà la responsabilità del mancato rilancio economico e dei danni arrecati? Soprattutto, è ancora possibile ristabilire l’equilibrio andato perduto, ed evitare le perdite per Expo, magari rinegoziando i contratti con aziende e coop? Ciliegina sulla torta di questo pasticcio è la consapevolezza che, grazie al lavoro della Moratti e di Forza Italia parte di questo denaro, potrebbe confluire nelle casse del PD“.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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