Fittiani “da epurati a epuratori”. Lo strano caso pugliese

fittoberlu-2Raffaele Fitto non ci sta a passare da perdente agli occhi dei suoi uomini e del suo fedelissimo elettorato. E ci riprova. Da scissionista a kamikaze, l’europarlamentare pugliese ha deciso che in Puglia non ci possa essere alternativa alla sua figura e disconosce ogni atto politico che ha portato al commissariamento delle sue roccaforti, impartendo ordini a tutti i suoi uomini di distruggere tutto ciò che di buono o presunto tale ha creato Forza Italia in questi anni, al di fuori della sua cerchia di “fedeli”.
Lo fa mantenendo un’immagine politicamente pulita e leale all’esterno, parlando con il cuore in mano di un partito che deve cambiare nella struttura, che deve confrontarsi con la base militante, con i cittadini, dichiarandosi vittima di un sistema che in realtà anche lui ha alimentato per anni.
Risuonano come sentenze vere e proprie le sue dichiarazioni: “Si è di fronte a un paradosso, vengono esclusi quelli che hanno avuto ragione e che in molti comuni e regioni hanno anche vinto” ma d’altro canto, ritratta sull’eventuale scissione da Forza Italia e ancora una volta si scaglia contro un sistema marcio (che però anche lui ha contribuito a creare).

E quindi, l’europarlamentare ora cosa farà?
La risposta è tutta in un’altra sua dichiarazione fatta a Roma nella giornata del 21 marzo, in una sala gremita di militanti, onorevoli vicini a lui e non solo. “La battaglia la faremo fino in fondo all’interno del nostro partito. Non stiamo contro qualcuno, vogliamo rilanciare l’azione di Forza Italia evitando di accettare incarichi”.

Evitare di accettare incarichi? Meritocrazia? Battaglia interna? Sono queste le domande che ci si pone di fronte alla vicenda di un ridente comune del nord barese, Corato (Bari), da sempre roccaforte fittiana. Ora i suoi fedelissimi stanno giocando al massacro contro chi ha deciso di non unirsi alla linea dell’europarlamentare pugliese, o peggio contro chi non si è espresso in una situazione di estrema confusione ma che ha affaire personali con i vertici del partito cittadino. Ciò che dovrebbe esulare dalla questione politica, a quanto pare a Corato è una vera e propria lettera scarlatta da eliminare. Pertanto si è deciso di procedere alla maniera solita: epurazione.

Scendendo nel particolare, i fittiani hanno messo con le spalle al muro l’assessore Lorena Mangione, costringendola a firmare le dimissioni dal ruolo di assessore anche a rischio di sconvolgere gli equilibri con la maggioranza. Eppure nel suo ruolo di assessore in questi mesi Mangione ha sempre svolto il suo compito con lealtà verso il partito, verso ciò che rappresenta e verso la cittadinanza, operando nel suo interesse in maniera ineccepibile. Ma questo si sa, non importa a chi è disposto a giocarsi il tutto per tutto pur di non essere perdente in questo braccio di ferro dove non si sa più cosa vincere in realtà o cosa sia in gioco.

A pagarne le spese, per ora, è quindi l’ormai ex assessore Lorena Mangione, titolare della delega alla polizia urbana, che da domenica 22 marzo non fa più parte della giunta comunale.
A deciderlo è stato lo stesso sindaco schieratosi con la linea fittiana, non avendo facoltà decisionale forse sulla linea da tenere. E la Mangione ha formalmente firmato la revoca dall’incarico.
Le motivazioni, a dir poco futili, lasciano presagire una coercizione alle spalle dell’assessore, infatti si precisa di un rapporto di fiducia che è venuto a mancare tra l’assessore, il sindaco e il gruppo consiliare di riferimento di Forza Italia: “Considerato che tali elementi sono indispensabili per una proficua e fluida azione amministrativa nella quale si riconoscono i gruppi consiliari che sostengono l’amministrazione comunale”.
Argomentazioni poco esaustive che lasciano sgomenti opposizione e maggioranza e danno dimostrazione che i “Fitto boys” sono pronti a tutto.
La situazione che si sta dispiegando in diversi comuni pugliesi ha poco a che vedere con gli alti ideali che i “lealisti” tanto decantano e lasciano presagire ad una catastrofe per il centro-destra pugliese, ad oggi destinato alla sconfitta nella tornata elettorale delle regionali.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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