Forza Italia verso l’implosione: disastro annunciato. Intanto in Puglia…

700_dettaglio2_Berlusconi-FittoCome da mesi preannunciato, la “scissione” è arrivata. Raffaele Fitto ha detto basta al suo padre putativo Silvio Berlusconi e a Forza Italia dopo i pessimi risultati delle ultime tornate elettorali e i cali a picco nei sondaggi. A prendere le distanze da questo colabrodo sono proprio loro: i lealisti.
Non c’è da sorprendersi se l’europarlamentare pugliese abbia deciso di lasciare Berlusconi affondare da solo. Da mesi in rotta di collisione con la linea di Giovanni Toti, ammesso che ce ne fosse una, e con il Cavaliere stesso, Fitto ha colto l’occasione per “dare una svolta” alla sua carriera politica. In quale direzione però, resta un mistero. Intanto tutti i suoi fedelissimi, come atto di coraggio, scelgono la strada delle dimissioni dagli incarichi di partito a causa del commissariamento di Forza Italia Puglia da parte del commissario Luigi Vitali. C’è da chiedersi però, il perché di questa scelta.

Il commissariamento, atto di forza a cura di Berlusconi, sembra l’unica soluzione per stoppare il continuo agitarsi delle acque in vista delle elezioni regionali in Puglia.
Ma questo pare non sia importante per i dissidenti di Forza Italia e, usando metodi di finiana memoria, dopo mesi di litigi e minacce contro il totem Berlusconi, ad abbandonare gli incarichi di partito sono: il vice coordinatore regionale vicario di Forza Italia, Antonio Distaso, i vice coordinatori regionali Roberto Marti e Riccardo Memeo, il coordinatore di Bari Luigi D’Ambrosio Lettieri, i coordinatori provinciali Luigi Perrone (Bari), Benedetto Fucci (Bat), Luigi Tarquinio (Foggia), Antonio Gabellone (Lecce) e Gianfranco Chiarelli (Taranto). Tutti tuonano minacciosamente: “Il commissariamento di Forza Italia in Puglia è un nuovo grave errore, che allontana ulteriormente il Partito dalla sua base”.
Con questo atto (dovuto) si è però in realtà voluto dare un segnale forte. Forza Italia non può più stagnare in questa situazione di agitazioni interne e serve una linea precisa da mantenere in vista delle regionali pugliesi che nuotano nel caos e nel buio totale. In questo momento bisogna unire le forze di un partito, non disperderle per una mera lotta di potere. Ma a Fitto e ai suoi non sembra importare più di tanto il destino della Puglia. Mostrando poco entusiasmo per la candidatura del prof. Francesco Schittulli, dichiarano di volerlo sostenere per la corsa alle regionali ma si evince dalle varie dichiarazioni un velato disaccordo. Questa scelta si è trasformata in un vero e proprio diktat della direzione del partito anche se il pericolo di una débâcle elettorale si fa sempre più reale.

Andando a fondo si scopre che il problema sembra essere più elementare: la questione “nomine”. Stavolta a beneficiarne non sono stati i fidati di Fitto, ma altri. E si sa, in un partito si premia chi lavora per costruire e non per distruggere. Anche nel “mistero Forza Italia”. L’europarlamentare pugliese che tanto tiene al rinnovamento e alle nomine meritate, perché mostra così tanto disappunto verso il ricambio o un commissariamento? Evidentemente non vuole più far parte dell’ingranaggio di Forza Italia ma preferisce un ruolo da protagonista. Anche se non ha mai espresso alcuna direzione concreta, al di là del “grillismo della domenica” in salsa post democristiana.
Quello che ci si chiede però è perché ora sfilarsi e far sfilare i suoi dagli incarichi di partito in vista delle regionali senza alcuna prospettiva futura? Perché restare nel limbo di Forza Italia quando lo si critica? È di certo un segnale, ma molto confuso.

Nei vari comunicati degli ormai ex dirigenti di partito si parla di un progetto di “rinnovamento di Forza Italia”, ma Fitto non sembra intenzionato a rivestire successivamente il ruolo del figliol prodigo. E le domande su questo inquietante scenario si moltiplicano a vista d’occhio.
Che si voglia investire nel progetto “sveglia il centro destra” con Giorgia Meloni e Flavio Tosi?
Che si voglia potenziare il progetto “oltre”, che oltre l’hashtag lascia poco spazio all’immaginazione?
Che si voglia riconsegnare la regione Puglia ancora una volta al centro sinistra per poter poi puntare il dito contro la gestione di Forza Italia e fare facili polemiche per potersi mostrare lindi e pinti agli occhi degli elettori?
D’altro canto “se Atene piange Sparta non ride”. Le parole di Giovanni Toti sono indicative sulla crisi di partito e l’unico commento a caldo è “chi vuole dividersi a tutti i costi si assumerà la responsabilità di fronte agli elettori di far perdere il centrodestra”. E si parla addirittura di una stagione di congressi che per Forza Italia più che una prospettiva sembra un miraggio. E intanto la Presidenza della regione Puglia sembra un sogno allontanarsi sempre di più.

In questo scenario di estrema confusione non resta che augurare a Fitto e ai suoi di poter fare chiarezza su ciò che davvero vogliono per il proprio partito, se si tratta solo di un’equa redistribuzione degli incarichi direzionali del partito oppure di una sincera voglia di rinnovamento o di una scissione vera e propria da Forza Italia che possa originare un vero soggetto politico innovativo e serio. La conta vera e propria avverrà nella giornata di domani, sabato 21\02 a Roma, dove Raffaele Fitto ha chiamato i suoi a raccolta. Per “contarsi e contare”.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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