Furti, droga e rapine: dopo il carcere la nuova vita del neo scrittore Andrea Bufano

11002032_10205298169521073_566971962_o“Neve a giugno – autobiografia di Andrea Bufano” è qualcosa di più di un libro. È un messaggio di speranza. Una testimonianza che racconta che cambiare si può, che valori come riabilitazione, riscatto e reintegrazione non sono parole a vuoto, teorie garantiste da salotto che non tengono conto della dura realtà.
“Uno su mille ce la fa” direbbe Gianni Morandi. Noi speriamo qualcuno in più. Andrea Bufano ce l’ha fatta ed è pronto a raccontarlo agli altri. Ad essere un esempio, forse inconsapevole, ma pur sempre un punto di riferimento per chi vorrebbe ripartire ma crede di non potere, di non riuscire, teme di non farcela.
Sono tanti gli insegnamenti che derivano dall’esperienza di Andrea Bufano: innanzitutto che non può esserci cambiamento senza forza di volontà, né riabilitazione senza un percorso interiore.

Andrea Bufano, l’autore del libro, è un ex tossicodipendente, consumatore di cocaina. Alle sue spalle ci sono cinque rapine, la dipendenza dal gioco d’azzardo, i guai con la giustizia. Rapinava banche all’età di 24 anni. Ha pagato il suo debito con la giustizia, ora ha 38 anni e gestisce un blog, “LiberaMente”, in cui scrive che “Ognuno è artefice del proprio destino”. E lui, Andrea Bufano, lo è stato: prima quando ha deciso autonomamente di drogarsi, rubare e rapinare banche, poi quando ha optato per la rinascita.
Ora la sua vita è scritta nero su bianco in un romanzo autobiografico. Un’esperienza che è servita anche a lui, per certificare il suo cambiamento.
La vera svolta è stata nel 2013, quando Bufano si è reso responsabile di un’invasione di campo al termine della partita Lecce-Carpi. Una ragazzata, nulla più. Ma lui, pregiudicato e vittima di pregiudizi proprio per questo, è stato arrestato e accusato di violenza, resistenza e minacce. Reati che sapeva di non aver commesso, tant’è che è stato scagionato da un video. Un’ingiustizia subita che ha lasciato il segno, dopo una serie di reati commessi davvero e per cui aveva già scontato la sua pena.

È stato in quel momento che Andrea Bufano ha deciso di vuotare il sacco, liberarsi e raccontare la sua vita.
La tentazione già l’aveva avuta in precedenza, come racconta in una bella intervista pubblicata sulla testata salentina Tagpress: “Nel 2012 ero in viaggio con la mia ex ragazza a Rimini per cercare lavoro. Arrivammo davanti alla banca di Rimini e le chiesi di farmi una foto, perché io rapinavo le banche quando avevo 24 anni. Ho postato la foto su facebook e un mio amico commentò che avrei dovuto scrivere un libro“. Il primo segnale.

Oggi deve scontare ancora 18 mesi di pena, in carcere o ai lavori socialmente utili, per una rapina commessa nel 2001. Poi potrà lasciare l’Italia e rifarsi una vita. Nel frattempo, ha presentato il suo libro presso la sala convegni “Karol Wojtyla” di Martano, il suo paese d’origine, lo scorso 1 febbraio (foto sotto), e ancora ieri mattina presso l’istituto “Giovanni Verga” di Lecce (foto in fondo all’articolo), davanti a numerosi studenti adolescenti o poco più.
Chissà che quella dello scrittore non sia la sua nuova strada.

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Prossime presentazioni: mercoledì 18 febbraio alla Feltrinelli di Lecce e sabato 21 al Quattro Quarti social art bar di Bologna. Il libro “Neve a giugno” da oggi si può ordinare anche via internet. È sufficiente inviare un messaggio o cliccare su “Acquista ora” sulla pagina facebook di Andrea Bufano.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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