I falsi amici della Francia ossia Hamas

hebdo-band-francSull’onda delle proteste contro le vignette del Charlie Hebdo che stanno infiammando il mondo islamico (non erano una sparuta minoranza?) anche a Gaza, lunedì scorso, è stata condotta una manifestazione a sostegno dei terroristi francesi e del califfato islamico.
Le forze di sicurezza di Hamas, che raramente permettono manifestazioni nella Striscia, questa volta hanno consentito ai loro “rivali” attivisti salafiti jihadisti di manifestare a sostegno dello Stato islamico e a favore degli attacchi mortali in Francia.

“Oggi, stiamo dicendo alla Francia ed a tutti i paesi del mondo che, mentre l’Islam ci ordina di rispettare tutte le religioni, ordina anche di punire e uccidere coloro che offendono l’Islam ed il profeta Maometto”, ha detto uno dei manifestanti, Abu Abdallah al-Makdissi.
La manifestazione si è svolta cinque giorni dopo che il settimanale francese satirico Charlie Hebdo, nel suo primo numero da quando due uomini armati irruppero nel suo ufficio di Parigi il 7 gennaio e ucciso 12 persone, ha di nuovo pubblicato una vignetta del profeta Maometto, scatenando violenti scontri in alcuni paesi musulmani .
 
Molti degli attivisti di Gaza, un’enclave dominata dal gruppo islamico Hamas, indossavano uniformi simili a quelle dei combattenti dello Stato Islamico e si sono identificati come sostenitori di varie fazioni jihadiste salafite.
I salafiti di Gaza sono fautori della guerra santa globale approvata dallo Stato islamico e di al Qaeda. Hamas, il cui statuto chiede la distruzione di Israele, pur essendo un “partito” rivale ai salafiti, con cui spesso vi sono stati scontri a fuoco, questa volta ha mostrato grande tolleranza nei confronti dei loro “oppositori” interni. 
Decine di poliziotti di Hamas sono stati dispiegati al raduno e fuori dai cancelli del centro culturale francese, dove i manifestanti si sono riuniti dopo aver incendiato numerose bandiere francesi.
 
I jihadisti salafiti hanno marciato per la città di Gaza tenendo alto i poster raffiguranti i fratelli Kouchi, che hanno effettuato l’attacco al Charlie Hebdo, e di Coulibaly, il terzo terrorista che ha ucciso quattro persone, due giorni dopo, in un supermercato kosher a Parigi.
Durante la manifestazione la folla urlava lo slogan “Servono più eroi dell’Islam contro gli adoratori della croce”.

Le ultime manifestazioni contro il Charlie Hebdo, che si sono tenute in maniera violenta dal Pakistan al Niger, dimostrano che l’intolleranza dell’Islam nei confronti della civiltà occidentale, nei confronti della democrazia e della libertà di parola, di pensiero e di stampa, non appartiene ad una minoranza del mondo musulmano, bensì alla stragrande maggioranza di quest’ultimo.
Ed è arrivato il momento che la Francia comprenda che la sua politica estera, storicamente filo-araba e filo-palestinese non renderà la patria di Voltaire (che in materia di Maometto si espresse già nel 1736 con l’opera “Il fanatismo ossia Maometto il profeta”) immune da attentati e dall’odio del fanatismo islamico.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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