I grillini lo volevano presidente del Senato. Ora se ne va con Renzi

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Luis Alberto Orellana non è un nome qualunque nel panorama della politica a 5 Stelle. Quando il movimento fondato da Beppe Grillo arrivò in Parlamento, lanciò una battaglia serrata per portare alla presidenza di Camera e Senato propri esponenti, considerati gli unici in grado di assolvere a un compito così difficile perché probi e onesti. Dopo alcune settimane tra candidature e consultazioni, uscirono fuori i nomi di Roberto Fico e Luis Alberto Orellana. Entrambi chiaramente non riuscirono ad essere eletti, ma mentre Fico si candidò ci riprovò, candidandosi alla Vigilanza Rai, della quale è tutt’ora presidente, il secondo rimase nell’ombra, finendo nel cesto delle meteore grilline.

Nel febbraio 2014, però, con un post sul sito di Beppe Grillo, Orellana fu espulso dal Movimento perché “sfiduciato sul territorio”. Da allora in poi il senatore è rimasto parcheggiato nel gruppo Misto di Palazzo Madama, fino a quando ieri è stata ufficializzata la sua adesione al gruppo delle Autonomie, presieduto da Karl Zeller, che sostiene il governo guidato da Matteo Renzi. Lì vi troverà anche suo ex compagno di Movimento, il friulano Lorenzo Battista, e molte personalità di spicco, come l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia. Il governo del Pd, dunque, guadagna un altro preziosissimo voto in prospettiva 2018.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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