I reati di opinione che valgono solo a destra

fascismo-640A volte sono tutti Charlie, a volte alzare un braccio può costare la galera. La vicenda paradossale coinvolge 16 ragazzi di destra radicale che si sono visti condannare a un mese di carcere e a una multa di 16.000 euro complessivi (da versare all’ANPI!) per aver salutato
romanamente durante l’annuale commemorazione di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani a Milano. Sergio Ramelli era un giovanissimo militante (19 anni) del Fronte della Gioventù assassinato da estremisti di sinistra con una chiave inglese nel 1975. Enrico Pedenovi era un avvocato aderente al Movimento Sociale Italiano che l’anno dopo dell’omicidio Ramelli, all’anniversario, stava andando a commemorare il suo camerata assassinato, e commemorare un fascista morto per la mentalità perversa dell’estrema sinistra dell’epoca evidentemente comportava una ulteriore condanna a morte. La storia di
Carlo Borsani è completamente differente e l’unica cosa che lo accomuna a Ramelli e Pedenovi è la data della morte, il 29 aprile.

Carlo Borsani, cieco di guerra e medaglia d’oro, è una delle tante vittime della mattanza di fascisti o presunti tali avvenuta dopo il 25 aprile 1945. Ogni 29 aprile a Milano si svolge una manifestazione per ricordare principalmente i primi due morti e ogni anni le organizzazioni di estrema sinistra fanno di tutto per impedire l’evento. Questo perché ricordare dei fascisti morti, evidentemente, per la mentalità distorta dell’estrema sinistra è una cosa disdicevole.

E poi si trova anche qualche giudice che stabilisce che salutare i morti alzando il braccio è reato e i 16 ragazzi, tra i quali il più noto è il cantante/poeta “Skoll” Federico Goglio, si trovano ad essere condannati a un mese di galera e a risarcire l’ANPI di 16.000 euro. Vien da chiedersi perché risarcire l’ANPI. Francamente la risposta è difficile darsela. Attendiamo con curiosità che depositino le motivazioni. Ma allo stesso tempo un altro giudice ha stabilito che lo stesso reato non è reato per il 2014. Sì perché i 16 ragazzi sono stati condannati per i saluti romani del 2013, mentre un altro giudice ha assolto, lo scorso giugno, altri 10 ragazzi per i saluti romani alla stessa commemorazione del 2014.

Chissà se i saluti romani del 2015 saranno reato o no. Perché capire se è reato negli anni dispari ed è lecito salutare romanamente negli anni pari sarebbe già una base interessante per poter decidere prima. Nell’attesa di risolvere la spinosa questione speriamo che un domani la politica pensi ad abolire i tanti reati di opinione che sono presenti nel nostro codice penale. E che nell’oggi non pensino di aggiungerne altri tipo quello sull’omofobia.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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