Il 10 febbraio sui social network: come l’hanno ricordato i leader politici

ricordoTutti i politici italiani ormai si affidano ai social network per rilasciare dichiarazioni. Un modo innovativo che sostituisce i vecchi comunicati stampa. Se un giornalista ha bisogno di un commento di un segretario di partito su un determinato tema, in assenza di comunicati ufficiali cerca prima su facebook e twitter e poi eventualmente alza la cornetta.
Questo vale soprattutto per ricorrenze importanti, come può essere quella di oggi: 10 febbraio, giorno del ricordo, commemorazione dei martiri delle foibe e del dramma degli esuli istriano-dalmati.
Noi, da giornalisti curiosi, abbiamo voluto capire come i più importanti esponenti politici italiani commemorano la data di oggi.
Partendo dal centro-destra, non si sono dimenticati della ricorrenza Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, chi dedicando un pensiero chi un’immagine di copertina. Pubblichiamo i rispettivi post su facebook.

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Passiamo alle prime tre cariche dello Stato.
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, non ha account facebook e twitter e neppure una pagina ufficiale su facebook. Ha partecipato alla cerimonia dedicata alle vittime delle foibe alla Camera, non ci risultano ancora sue dichiarazioni.
Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha invece onorato la ricorrenza citando Carlo Azeglio Ciampi

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Silenzio assoluto, sui social network, da parte di Laura Boldrini, presidente della Camera, che però nel suo discorso parla di “debito nei confronti delle vittime italiane”. Non se n’è dimenticata del tutto. Qualcuno potrebbe obiettare che facebook e twitter non sono la vita reale. In questo caso è nostro dovere ricordare che la presidente(ssa) della Camera è abituata a onorare qualsiasi ricorrenza, dal 25 aprile al 27 gennaio, con uno o più pensieri sulla propria pagina facebook. Per il 10 febbraio non l’ha fatto.

Nessuna parola anche da parte dal premier, Matteo Renzi, né su facebook né su twitter. Gli ultimi post dell’impegnatissimo presidente del Consiglio, ma pur sempre spesso attivo sui social network, risalgono al 6 febbraio.

Mentre scriviamo sono le ore 17, la giornata volge dunque al termine. Proseguiamo la nostra ricerca.
Angelino Alfano è fermo al 4 febbraio e alla rottura del Patto del Nazareno. Niente foibe e giorno del ricordo. In occasione del 27 gennaio, giorno della memoria, se n’era ricordato.
Pippo Civati parla di Grecia. Nichi Vendola idem, l’ultimo post risale al 5 febbraio, ma lui aveva addirittura votato contro l’istituzione della commemorazione.
Mario Monti è fermo al 7 febbraio e al passaggio al Pd di alcuni parlamentari di Scelta Civica.
La sensazione è che il 10 febbraio non sia una ricorrenza che unisce gli italiani. Sia considerata una commemorazione “fascista”, o perlomeno di destra. I leader e gli esponenti politici di sinistra moderata od estrema (e persino Alfano) preferiscono tacere, quando non se ne dissociano apertamente.
Il problema è che noi non abbiamo capito perché.

AGGIORNAMENTO:
Dopo 10 minuti dalla pubblicazione del nostro articolo (ringraziamo lo staff della Boldrini per l’assidua lettura di Qelsi) sul profilo twitter del Presidente della Camera sono apparsi tweet in memoria delle Foibe. Peccato che lo staff abbia scritto che la legge che istituì la Giornata del Ricordo era del ’92, confondendo il numero della legge, appunto 92, con l’anno, il 2004.

Lo stesso vale per Renzi che dopo un’ora dalla pubblicazione del nostro articolo ha twittato in ricordo dei martiri delle Foibe. Forse gli avevano nascosto il telefono.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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