Il comandante della polizia locale sotto minaccia perché lotta nella Terra dei Fuochi

luigi-maiello-285x280Luigi Maiello è il comandante della polizia locale di Afragola, nono comune della provincia di Napoli per numero di abitanti. In questi giorni ha ricevuto un avvertimento: una lettera a lui indirizzata con esplicite minacce di morte e un proiettile di grosso calibro è stata infatti recapitata presso il comune dove presta servizio. In questa missiva si annuncia la sua morte in quanto “non si era voluto fare gli affari suoi”. Intimidazioni del genere non sono però una novità per il Comandante Maiello.
Ma andiamo per gradi, prima dell’intervista concessaci dal Comandante facciamo parlare il curriculum. Luigi Maiello è stato dirigente a Sant’Anastasia, Cercola, Cicciano e Terzigno (con il Commissario prefettizio), vicedirigente a Vico Equense, quindi nuovamente dirigente in un comune strategico, quello di Pomigliano D’Arco, la città delle grandi fabbriche.
Attualmente è Dirigente del comune di Afragola.
È stato sovraordinato su nomina del Prefetto di Caserta per oltre due anni presso il comune di Casal di Principe, ente sciolto per infiltrazione mafiosa.
Laureato in Giurisprudenza con tesi sul ruolo della Polizia Giudiziaria nelle indagini preliminari e in scienze giuridiche. Ha frequentato un corso di abilitazione per Ufficiali Comandanti della Polizia Municipale e vanta un diploma di competenza in Scienze criminologiche con tesi sulla Sicurezza urbana, oltre che la frequenza al corso di alta specializzazione “La prevenzione delle illegalità nella Pubblica Amministrazione” presso la scuola superiore di P.A. della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
È risultato anche vincitore di una borsa di studio finanziata dalla Comunità europea grazie alla quale ha svolto attività di formazione in Spagna presso la Scuola di Polizia della Catalogna in collaborazione con i comandi di Polizia di Grenollersed il “Mossos de Esquadra” della città di Barcellona.
Maiello è inoltre docente di Funzioni e tecniche di polizia giudiziaria presso la Scuola regionale di polizia locale della Campania. Un curriculum di altissimo livello, non c’e che dire.

Comandante Maiello, i nostri lettori hanno appena finito di leggere il suo curriculum. Quanto le sue varie esperienze sia di strada che formative le hanno insegnato ai fini del delicato compito che è chiamato a svolgere ogni giorno?
Oltre alla formazione che in modo lusinghiero avete citato, io sono cresciuto in strada in un territorio ed in un periodo storico dove non si era ancora formata quella cultura di legalità ed attivismo civico contro la camorra, infatti alcuni miei compagni di gioco ora o si trovano sotto terra o in carcere, certo nella percentuale tanti hanno preso una buona strada.

Lei ha dichiarato “L’efficienza di un’amministrazione si qualifica innanzitutto dal funzionamento della polizia municipale”. Cosa ha già fatto dal suo insediamento ad Afragola e cosa vorrebbe ancora fare ed eventualmente migliorare nell’attività del suo comando?
Come in altri comandi ho cercato di ottimizzare le risorse umane assegnatemi, tagliandole sulle esigenze ed i bisogni della città. Ho portato la sede del comando in un quartiere difficile della Città, Le Salicelle, in modo che oltre a rafforzare la presenza delle istituzioni abbiamo risparmiato ingenti somme di denaro pubblico che occorrevano per pagare il fitto ad un privato. Inoltre abbiamo motivato il personale, riavvicinandolo ai cittadini. Appartenere alla polizia municipale non deve essere solo un lavoro, ma uno stile di vita: la PM è il biglietto di visita di una città e della comunità.

Quale sua attività nello specifico l’ha portata all’attenzione della criminalità organizzata, e da parte di chi?
Questa è una bella domanda, discutevamo di questo con gli amici della Polizia di Stato e dei Carabinieri di Afragola che fanno sul nostro territorio un lavoro eccezionale.
Mi sono fermato e pensandoci su e non saprei da dove iniziare: dal contrabbando di sigarette che viene gestito esclusivamente dalla criminalità organizzata insieme alla vendita nel periodo natalizio di fuochi pirotecnici al sequestro di importanti aree adibite in modo del tutto abusive ad area industriale da parte di esponenti di spicco della C.O, alle indagini che conduco sul racket del caro estinto, ovvero a quella che sta diventando una vera e propria guerra nel settore dei trasporti funebri dove abbiamo accertato il coinvolgimento diretto della criminalità organizzata in un settore delicatissimo che da sempre in tutto il napoletano attira gli appetiti della camorra.
Purtroppo molti non si rendono conto o peggio fanno finta di non capire che la criminalità, al pari di un’azienda, nel tempo ha diversificato i propri interessi economici. Oggi si punta non solo al racket, alla droga ma ad altri settori d’interesse. l’abusivismo edilizio, il traffico e smaltimento illecito di rifiuti, le pompe funebri, la pubblicità, le sale gioco ecc.
Una serie di attività che se non attentamente sorvegliate possono diventare un’importante fonte di guadagno per la camorra, inoltre si tratta di attività che storicamente sono di competenza della Polizia Municipale.
Limitarsi a fare il “minimo” per stare “a posto” con le carte? Sarebbe troppo facile, ma comunque è un principio che non mi appartiene, occorre analizzare attentamente il contesto in cui operiamo. Favorire le imprese della camorra vuol dire distruggere ulteriormente le nostre comunità e far incancrenire l’illecita concorrenza a quel tessuto sano che cerca di riemergere dell’economia legale del territorio.
Non riuscirei più a guardare in faccia commercianti e piccoli e medi imprenditori che ogni giorno, con sacrificio e coraggio, alzano le serrande delle loro attività in un territorio dove molto spesso coabitano due stati alternativi: uno e quello per il quale noi tutti lavoriamo senza distinzione di qualifica, grado, amministrazione di apparenza e colore dell’uniforme, e l’altro è quello della camorra con i propri esattori, colletti bianchi ecc. ecc.

Nello specifico, Afragola si trova al centro della “Terra dei fuochi”, la vostra attività nel settore ambientale che risultati sta producendo?
Nel mio comando abbiamo istituito un servizio che si chiama “pattuglia terra dei fuchi”: due agenti a turno, ogni giorno per 365 giorni, svolgono esclusivamente la vigilanza delle aree a rischio incendio ed abbandono dei rifiuti. Questa attività porta buoni frutti, con diversi arresti ed il sequestro continuo di automezzi utilizzati per sversare rifiuti.

Il lavoro del suo comando che tipo di interazione prevede con le altre realtà dello stato – altri corpi di polizia in primis – presenti in zona?
Devo dire che si parla tanto di riforma, ma se vi è una cosa positiva ad Afragola e proprio la collaborazione con le forze di polizia, un’attività di continua collaborazione frutto di una pianificazione permanete delle priorità operative, tanto che abbiamo redatto carta intestata con doppia ed a volte tripla intestazione relativamente ai corpi di apparenza, ovvero firmiamo atti congiunti, come se fossimo tutti della stessa amministrazione.
Cosa diversa è la collaborazione con altri settori del Comune, dove l’attività è molto limitata e mi fermo qua.

Con la magistratura riuscite ad avere una collaborazione efficiente?
Ottima collaborazione e rapporti constanti e diretti, in qualche occasione si è operato con il PM di riferimento direttamente insieme, sul territorio.

Qual è il suo rapporto con la cittadinanza di Afragola? C’è sostegno o diffidenza?
Ottimo rapporto, e grande supporto da parte di cittadini che in molti casi sono diventati importanti occhi ed orecchie, d’altro canto anche i criminali hanno capito che quando si imbattono con la Polizia Municipale hanno di fronte una forza di polizia al pari delle altre .

Non ha paura che un domani qualcuno, infastidito dalla sua attività lavorativa, possa provare ad infangare il suo nome e il suo operato?
Questo accade tutte le volte che iniziano le indagini su qualcosa di importante, ma ad Afragola in modo particolare, infatti sono fatto oggetto di centinaia di esposti, tutti rigorosamente anonimi, missive scritte in modo professionale e da diverse mani, mani raffinate, tanto che ho il sospetto che tale azione sia preordinata a rallentare le mie attività , cosa che si manifesta ogni volta che metto le mani su qualcosa di grosso dove ci sono i tre indicatori: politica, criminalità e miopia degenerativa di chi doveva vedere e non ha visto.
Sono cose che fanno male, ma per la maggior parte sono poste in essere da soggetti interessati da importanti azioni della magistratura e che per questo sono anche stati privati delle libertà.

Ha episodi divertenti da raccontarci relativi al suo lavoro? Un ricordo che ancora la fa sorridere a distanza di tempo?
Io sorrido sempre perché amo la vita, sorrido perché credo di essere stato più fortunato di altri, ricordo quando ero in servizio in un comando alle porte di Napoli: fermai un esponente del clan Sarno mente intascava i proventi delle estorsioni ai danni degli ambulanti del mercatino settimanale, fu incastrato per la presenza di alcune caramelle in tasca insieme ai soldi che aveva appena estorto ai commercianti.

Sono incuriosito dall’attività di formazione che ha svolto in Spagna. Come è stato ritrovarsi ad interagire in una realtà di polizia di un altro paese?
Bellissima esperienza che ho fatto grazie alla scuola di polizia della Campania nel 2006. L’organizzazione della Polizia Locale in Catalogna è totalmente diversa da quella italiana, è frutto della forte autonomia. Le attività di polizia vengono svolte dal Mossos d’Esquadra, una sorta di Polizia Regionale, e dalla Guardia Urbana, ma le funzioni sono assimilabili a quelle delle forze di polizia nazionali e non alle nostre.

In altre interviste da Lei concesse viene riportata la notizia che il prefetto avrebbe da tempo predisposto un sistema di vigilanza per la sua persona. Che effetto le fa?
Da anni ho adottato uno stile di vita prestando particolare attenzione a quello che mi circonda, la mattina in ufficio passa la Polizia di Stato mentre a casa i Carabinieri, anche se in realtà proprio per il lavoro che svolgo sono quasi sempre molto tranquillo e mai solo. Lavoro sempre insieme al personale della nostra aliquota di Polizia Giudiziaria, certo non posso concedermi di andare dappertutto, ma ormai mi sono abituato.

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi