Il governo britannico: “Il Cristianesimo resti nelle scuole”

59_1xgMentre in Italia c’è chi vuole togliere il crocifisso o vietare il Natale nelle scuole, in Gran Bretagna il governo di David Cameron fa sapere che il Cristianesimo non sarà toccato dai programmi scolastici: ne ha parlato Elisabetta Del Soldato su Avvenire.

di Elisabetta Del Soldato

L’ateismo «non dovrà occupare lo stesso spazio riservato all’insegnamento del cristianesimo nel curriculum scolastico». È questo il principio centrale delle nuove linee guida, emesse in questi giorni dal ministero della Pubblica Istruzione britannico.

Le scuole, ha rimarcato ieri il ministro dell’Istruzione Nicky Morgan, hanno l’obbligo di continuare a insegnare agli studenti che il Regno Unito è un Paese cristiano e l’ateismo non merita «uguale attenzione da parte dei docenti in termini di tempo speso e di risorse ed energie utilizzate». Un messaggio «molto chiaro», secondo la lettura che gli esperti della Bbc danno del pronunciamento: chiunque pensi che i giovani debbano essere istruiti con principi basati sull’ateismo dovrà d’ora in poi sottostare alle volontà dell’esecutivo.

«Le tradizioni del Regno Unito – ha infatti detto la ministro Morgan – sono principalmente cristiane ed è giusto che a queste sia data la priorità». Secondo le linee guida anche gli istituti non religiosi e quelli che sono frequentati da studenti di altre fedi, «dovranno tuttavia far riflettere gli studenti sul fatto che le tradizioni religiose in Gran Bretagna sono cristiane».

Detto questo, ha sottolineato la responsabile dell’Istruzione, le singole scuole – che in Gran Bretagna possono comunque contare su una forte autnomia – potranno scegliere i loro programmi di studio con i docenti e le famiglie degli studenti. Nel mirino di Nicky Morgan c’è anche la lotta contro il radicalismo islamico, un fenomeno sempre più frequente nelle scuole britanniche. D’ora in poi i professori avranno l’obbligo di inserire “filtri” nei computer a disposizione degli studenti e monitorare l’uso che questi fanno di Internet per «proteggerli dal rischio di essere radicalizzati».

Le riforme giungono dopo una lunga serie di casi di studenti e studentesse minorenni che hanno lasciato il Paese per recarsi in Siria e Iraq al fianco del Daesh. Lo scorso febbraio fece scapore la vicenda di due quindicenni, Shamina Begum e Amira Abase e una sedicenna Kadiza Sultana, della scuola secondaria londinese Bethnal Green Academy: scapparono di casa per raggiungere la Siria dalla Turchia. Nonostante i forti sospetti avanzati dall’intelligece di sua maestà – che ha tracciato sul Web il modo in cui le ragazze sono venute in contratto con i reclutatori del Daesh attraverso i computer scolastici – il preside ha però sempre negato che ciò potesse essere avvenuto.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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