Il multiculturalismo dell’Europa buonista è fallito

lapr0059_ori_crop_MASTER__0x0-593x443 Rabbia, tristezza, paura, delusione, smarrimento. I sentimenti che hanno animato in questi giorni i cittadini europei, italiani compresi, dopo i violenti attacchi di Parigi che hanno portato alla morte di 129 persone, sono stati essenzialmente questi. Stati d’animo comprensibili, che però non devono esimerci da un’analisi attenta e spietata di quali sono le nostre colpe. Perché anche noi ne abbiamo. Un vecchio proverbio dice che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. E nel caso di specie è più che azzeccato.

In questi anni l’Europa ha sbagliato molto. L’atteggiamento buonista di molti paesi, il nostro in primis, ha permesso che sui nostri territori non arrivassero solo persone per bene, con tanta disperazione e altrettanta voglia di vivere e lavorare onestamente, ma anche estremisti che fanno della parola di Allah il proprio grido di battaglia. L’aspetto peggiore di tutto questo è stato quel progetto di multiculturalismo naufragato clamorosamente sotto i colpi di mitra degli attentatori di venerdì.

Se alcuni immigrati di seconda e terza generazione, nati in Europa, cresciuti nelle nostre scuole, a fianco dei nostri figli, hanno deciso di abbracciare la causa dei profeti della morte, significa che qualche cosa non ha funzionato. Ed è giusto rimettere in gioco tutto. La continua laicizzazione degli Stati, avvenuta in nome di un presunto rispetto delle culture altrui, ha portato a una progressiva perdita di valori e ideali. Ed è su questo terreno che si giocherà la partita del terrore. Perché senza la consapevolezza di quanto sia importante la nostra cultura, non ci potrà mai essere una risposta adeguata a tutto questo.

@EugCipolla

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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