In Grecia per la fame le donne arrivano a prostituirsi

crisi-grecia1 Gli accadimenti tragici di questi giorni stanno concentrando l’attenzione pubblica sul terrorismo e la sua lotta in Siria. La reazione politica è di quasi totale sostegno verso le Francia colpita duramente nel suo cuore. Solidarietá e comprensione giusta e necessaria. Spaventa, invece, il totale abbandono in cui versa una nazione, membro dell’Unione Europea, dimenticata dopo un lungo periodo di riflettori puntati. Stiamo parlando della Grecia, che rimarrá nella storia come simbolo della più colossale sciocchezza detta dal senatore Mario Monti: il più grande successo dell’euro. Quella che lo stesso senatore ha ribadito, poco tempo fa, essere un successo perchè ha scelto, malgrado tutto, di rimanere in eurozona dimostrandone dedizione.
Bene, tra le poche e mai belle notizie che trapelano da quella che una volta era la culla della civiltà, ci colpisce duramente questa “The study, which compiled data on more than 17,000 sex workers operating in Greece”

Avete letto bene, i sette anni di crisi profonda portano fame. E la fame fa fare di tutto, anche prostituirsi per un panino. Giovani donne si vendono per pochi spicci portando la Grecia in cima alla classifica della prostituzione europea. Se non per un panino, madri di famiglia lo fanno per pagare le bollette. Di queste donne nessuno ha parlato durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne( perchè, sia chiaro, se loro si offrono per necessità, c’è chi compra a buon prezzo) Per queste donne la nostra Donna Prassede Boldrini non risulta abbia mai speso una parola. L’essere comunitarie forse le penalizza? Quando la Presidenta elargisce moniti sulla necessità di avere più Europa, parla di questa dove una nazione sovrana non è più in grado di tutelare la vita dei suoi cittadini?
Fame, signori, qui si parla di fame!! Non di banche da salvare, conti correnti, multinazionali. Semplicemente di fame.

I Greci stanno perdendo tutto: la sanità pubblica, il lavoro, la casa, la dignità, alcuni anche la vita. Comprenderete che, quando veniamo accomunati al loro triste destino, dovremmo fermarci a riflettere, a documentarci e a dire: no, ora basta!

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi