La Corsica si ribella all’intolleranza islamica:“Arabi fora!”

corsicaDopo Desdra, ora è la volta di Ajaccio: nella notte del 25 dicembre scorso, la Corsica si è destata. Nella notte della vigilia di Natale, alcuni pompieri erano stati chiamati per spegnere un incendio, a poche centinaia di metri da un luogo di preghiera islamico. Giunti sul posto, i vigili del fuoco sono stati vittima di un’imboscata ad opera di una quarantina di giovani incappucciati. Nell’imboscata sono rimasti feriti due pompieri ed un agente di polizia.

Il giorno seguente, ovvero il giorno di Natale, la notizia era sulla bocca di tutti i corsi e, così, in 600 si sono riuniti proprio davanti a quel centro islamico, luogo dell’aggressione verso i pompieri ed i poliziotti corsi.

Una vera e propria manifestazione di solidarietà verso i propri connazionali e verso la propria identità. Un gruppo si è staccato da quel corteo e si è diretto verso il quartiere Jardins de l’Empereur, e con un vero e proprio blitz, alcuni convinti patrioti corsi hanno assalito un centro islamico, strappando e calpestando intere pagine del Corano, al grido di “Arabi fora!” (non serve tradurre in quanto, incredibilmente, il corso è il dialetto più italiano di tutt’Italia: un mix tra ligure e pisano-livornese).

E, come se non bastasse,  appena il Premier francese Manuel Valls ha criticato l’azione come «gesto intollerabile», oltre un centinaio di patrioti identitari sono tornati in strada per contestare il governo. Non politicanti di sorta, ma comuni cittadini trasformati in una folla inferocita, pronti a farsi giustizia da sé, pur di difendere le proprie Forze dell’Ordine.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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