La nuova Lega di Salvini e Berlusconi

Silvio-Berlusconi-e-Matteo-SalviniSe parliamo di politica attiva a sfondo elettorale, anche gli uscieri degli alberghi di Macao e Singapore, sanno che il rassemblement di scopo che andrà a contendere il governo del paese al PD non può prescindere da Silvio Berlusconi e dalla Nuova Lega di Matteo Salvini.
Sia di gradimento o meno la cosa, è un fatto del tutto acclarato che la leadership del prossimo centro-destra elettorale sarà una questione da sciogliere all’interno dei rapporti fra questi due soggetti politici.
Non è di certo per ricordare con quanti mesi di anticipo avevamo previsto questo epilogo che stiamo sottolineando di nuovo questo dato di fatto dell’attualità politica di area.
Come volevasi dimostrare, non ci sarà nessun cesaricidio e Silvio Berlusconi deciderà naturalmente chi sarà il suo erede oppure quando ritirarsi a vita privata.

Il fratello Paolo prevede che voglia morire combattendo per rimanere iscritto sul lato buono dei libri di storia, di certo è che non ci sarà nessun Fitto o altri con il suo curriculum che possano esserne gli eredi.
Berlusconi deciderà ancora di suo, insieme al suo alleato storico rinnovato, la Lega, il destino del centro-destra nei prossimi mesi.
Ciò che invece più che sorprenderci ci incuriosisce è perché mai, alcune delle altre voci minori del centro-destra o sedicenti tali, piuttosto che soffermarsi su quello che da domani in poi è decisivo per valutare la bontà o meno di questo nuovo sodalizio, pensano ancora a vaticinare su ipotesi alternative ad esso che non hanno ne i numeri, ne una coerenza oggettiva interna, fosse solo per la lapalissiana evidenza che senza Forza Italia (o come si chiamerà) e Nuova Lega non esiste alcuna ipotesi per un centro-destra in grado di competere con la sinistra.

Paura di perdere una poltrona oppure smania compulsiva di acquisirne una nonostante una nazione sull’orlo del baratro economico? Vocazioni congenite ad essere dei retro-bottegari del centro-sinistra? L’una e l’altra di queste motivazioni in vario grado?
Non lo sappiamo, ma di certo vorremmo chiedere a taluni di codesti personaggi del vecchio mondo della politica che senso ha, a questo punto, insistere sui problemi di credibilità di Berlusconi, quando a farlo sono esponenti che ne hanno altrettanti? senza per altro poter contare su ciò che invece solo ed esclusivamente l’ex-Cavaliere può mettere in campo in termini di background politico-elettorale e di mezzi.
Fa ridere la pregiudiziale Berlusconi in bocca ad alcuni dei suoi portaborse di sempre, così come fa sorridere sulla bocca di chi per un posto nel consiglio di amministrazione di una partecipata statale anche la mamma sarebbe disposto a trattare commercialmente.

Fa tenerezza, altresì, sulla bocca di coloro che per posizionamento politico non dovrebbero neanche interessarsi di ciò che avviene nel mondo della politica elettorale, se non per mettere meglio a frutto le proprie strategie politiche alternative, se ne hanno di non irrilevanti.
A nessuno di costoro viene mai in mente che la migliore medicina per i problemi di credibilità accumulati da Berlusconi in tutti questi anni è proprio la loro irrilevanza assoluta, la quale, fa apparire quasi come una qualità i problemi di credibilità del primo? (che anche gli adolescenti conoscono, che anche lui stesso non può essere così sprovveduto da non considerare.)
Per non parlare delle pregiudiziali su Salvini ed il nuovo corso della Lega. Ma possibile che non vi basti un trend positivo così evidente per farvi capire che o abbandonate le stantie e logore obiezioni a suo carico intrise di retorica sul razzismo ed il populismo oppure saranno anche gli ultimi vostri sostenitori ad abbandonare voi?

Ci riferiamo a tutto quell’universo ex-finiano che quando parla di liberismo è meno credibile di un ex-Cavaliere che rinunci alla sua passione per le donne.
Ci riferiamo a tutti quei moncherini di contenitori politici e corpi intermedi che parlano di primarie del centro-destra quando a votarli possono contare solo sugli amici ed i parenti.
Pensiamo a Tosi ed alla sua palese inconsistenza: come può essere ritenuto credibile un personaggio politico che sta facendo rischiare ad una delle regioni più colpite dal residuo fiscale di far vincere il PD? Essere credibile, intendiamo, come rappresentante di uno schieramento che deve essere l’alternativa a quest’ultimo partito.

Di Passera ed Alfano basta il nome, non c’è da aggiungere altro.
Ove fossero in buona fede o comunque attrezzati, almeno qualcuno di questi soggetti politici, a poter aspirare, seppur in futuro, a svolgere un ruolo di primo piano sulla scena politica di questo paese, piuttosto che negare l’evidenza del dato di fatto in incipit, si porrebbero l’unica domanda sensata inerente alla minore o maggiore affidabilità della conclamata leadership del centro-destra a base Forza Italia e Lega ossia quella concernente il grado di rinnovamento interno che deve necessariamente accompagnarla per poterla far ritenere nuovamente, agli occhi degli elettori, adatta a porre riparo ai gravosi problemi che affliggono la nostra società.
E per questo si batterebbero ed interagirebbero all’interno delle forze maggiori (o adiacenti ad esse) della coalizione in allestimento.
Perché è questa la domanda potente che metterà alla prova questa nuova possibilità di scopo per ricostruire un centro-destra capace di mettere alle corde il Partito di Renzi e della Spesa Pubblica, non la sua leadership che è già acclarata e conclamata dalla storia e dai sondaggi.
Una domanda potente che caratterizzerà tutta la nuova fase politica appena aperta.

Chi si pone sul piano della politica elettorale e, quindi, per l’esercizio del suo diritto di voto deve sapere di partenza che per vincere (e solo per questo motivo oramai) dovrà ingoiare qualche brutto rospo.
Deve sapere pure che in uno stagno, pieno di rospi che saltellano felici da un punto all’altro della superficie dell’acqua, deve necessariamente esserci qualche bella ninfea a rendere vivibile l’esperienza di bagnarvisi dentro.
Da quante ninfee di rinnovamento saranno presenti nel rassemblement di scopo che si porrà il compito storico di ridimensionare per sempre il PD ed il suo sistema di potere che intermedia ogni angolo della vita pubblica di questo paese, verrà stabilita la misurabilità (in termini di credibilità) di questo processo politico in corso, il quale, avrà il suo primo step con le prossime elezioni regionali ed a seguire il suo clou alle prossime politiche.
Non esiste più un problema Berlusconi o un problema Lega in questo senso, a loro toccherà decidere quanto fare sul serio in questo tentativo, agli altri quello di misurarlo e decidere se è tale abbastanza da poterli senza remore appoggiare oppure no e pensare direttamente ad altro.
Non ci saranno altri appelli, la situazione è molto delineata e chiara abbastanza, nonostante i rospi che sguazzano e vogliono farlo ancora, senza altre preoccupazioni, in uno stagno da illo tempore senza ninfee.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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