La verità della crisi greca in un libro

4LWrGD3yTroppo libero mercato. È così che alcuni giustificano la crisi economica, la disparità fra Paesi ricchi e poveri, la fame nel mondo, le carestie, la siccità e perfino l’invasione delle cavallette, quando capita ancora. E anche – ça va sans dire – la crisi greca. Quella nata, ufficialmente, nel 2009 con la scoperta di un deficit devastante e un debito pubblico mostruoso che – secondo alcuni – sarebbe nata solo a causa dell’intervento della troika. Una prospettiva a dir poco irrealistica, sostenuta da opinionisti e (spesso pseudo) economisti, che non tiene conto dei dati.

Se volete capire davvero qualcosa in più di come è andata la crisi in Grecia e perché essa fa sentire oggi i propri effetti devastanti consigliamo la lettura dell’e-book “La Grecia in crisi: una cronistoria” di Matteo Borghi (Istituto Bruno Leoni, 2015, euro 3,99). Nel suo libro digitale – acquistabile qui – Borghi approfondisce i diversi aspetti della crisi greca con dati certificati, puntando giustamente il dito sul fatto che la Grecia si trovi nella situazione attuale avendo deciso, negli anni scorsi, spese insostenibili.

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I dati precisi sulla spesa rispetto alle entrate fiscali (poco meno del doppio) o sul debito arrivato a quasi due volte il Pil li lasciamo a chi deciderà di leggere l’e-book. Qui ci limitiamo a riportare due esempi tratti dal libro di Borghi che ci fanno capire quanto la Grecia fosse sprecona prima (ma anche dopo) dell’arrivo della troika. Sapevate, ad esempio, che i dipendenti pubblici percepivano un’“indennità di puntualità” di due euro ogni mattina che timbravano il cartellino in tempo? Oppure che i forestali ricevevano un’“indennità speciale per lavorare fuori dall’ufficio? O che le figlie nubili dei dipendenti pubblici ricevevano una vera e propria pensione dopo i quarant’anni?

Per carità, non stiamo dicendo che le politiche europee abbiano prodotto ottimi risultati. Stiamo solo facendo notare come la crisi nasca dallo statalismo greco: a dirla tutta i prestiti concessi dall’Europa hanno fallito perché non hanno fatto altro che cristallizzare questa situazione. Se davvero vuole risollevarsi la Grecia dovrebbe porre fine a questo sistema di spesa e indebitamento perverso e deleterio. Solo così potrà davvero riscattarsi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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